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8 Ottobre 2026
8 Ottobre 2026

Frode fiscale da 450 milioni, coinvolta anche la provincia di Salerno

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Frode fiscale da 450 milioni, coinvolta anche la provincia di Salerno

Anche la provincia di Salerno figura tra i territori interessati dall’operazione Hermes, l’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza di Varese su una presunta organizzazione dedita a frodi fiscali di carattere transnazionale.

L’attività investigativa ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari personali e al sequestro preventivo di beni, denaro e altri valori per un importo complessivo di circa 11 milioni di euro.

L’indagine riguarda un sistema di presunte irregolarità fiscali che avrebbe coinvolto numerose società italiane ed estere, con un volume di fatture false superiore a 450 milioni di euro nell’arco di quattro anni.

Operazione Hermes, sei misure cautelari

Il provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza prevede la custodia cautelare in carcere per due persone a Roma.

Un altro indagato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in provincia di Bergamo, mentre per tre persone residenti tra le province di Salerno e Roma è stato disposto l’obbligo di dimora.

Complessivamente, dunque, le misure cautelari personali riguardano sei soggetti.

Il sequestro preventivo interessa invece beni, disponibilità finanziarie e valori riconducibili a otto indagati e tre imprese.

Le persone coinvolte nell’inchiesta sono chiamate a rispondere, a vario titolo, dell’ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi fiscali, con l’aggravante della transnazionalità.

Si tratta di contestazioni formulate nell’ambito delle indagini, rispetto alle quali resta ferma la presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità.

L’operazione ha avuto una dimensione internazionale, con l’esecuzione di circa 300 perquisizioni in otto Paesi.

Novantatré società italiane sotto la lente degli investigatori

Per quanto riguarda il territorio nazionale, gli accertamenti hanno interessato 93 società con sedi distribuite in diverse province.

Tra queste figurano Bergamo, Milano, Roma, Salerno, Como e Brescia.

Secondo la ricostruzione investigativa, il sistema avrebbe prodotto fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo superiore a 450 milioni di euro.

Il periodo preso in esame comprende gli anni dal 2022 al 2025.

L’entità delle somme contestate e la presenza di società distribuite in più territori conferiscono all’inchiesta una particolare rilevanza sul piano economico e investigativo.

La componente transnazionale rappresenta uno degli elementi centrali dell’indagine, che ha richiesto attività coordinate in diversi Paesi.

Per la provincia di Salerno, il coinvolgimento riguarda sia la presenza di società tra quelle oggetto degli accertamenti sia l’applicazione di misure cautelari personali nell’ambito dell’operazione.

Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’identità degli indagati residenti nel Salernitano o sulle imprese locali interessate.

L’attività della Guardia di Finanza punta a ricostruire il funzionamento del presunto sistema fraudolento e le responsabilità dei soggetti coinvolti.

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