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20 Agosto 2026
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Guardia di Finanza: chi attiva i soccorsi senza giustificato motivo dovrà sostenere i costi

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Guardia di Finanza: chi attiva i soccorsi senza giustificato motivo dovrà sostenere i costi

La Guardia di Finanza comunica nuove regole che verranno applicate agli interventi di soccorso effettuati dal Corpo nell’ambito del sistema nazionale di ricerca e soccorso.

Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, chi provoca volontariamente o attraverso un comportamento gravemente imprudente una situazione che rende necessario l’intervento di soccorso potrà essere chiamato a sostenerne i costi. Lo stesso principio, precisa il Corpo, si applica a chi richiede un intervento senza una reale necessità o senza un giustificato motivo.

La Guardia di Finanza concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle altre istituzioni militari e civili. Le attività possono svolgersi in mare, in montagna, nelle aree più difficili da raggiungere e in occasione di calamità o altre emergenze. Per queste attività il Corpo può impiegare personale specializzato, unità cinofile, automezzi, elicotteri, aerei, droni e unità navali.

La Guardia di Finanza precisa che le nuove disposizioni non introducono un pagamento generalizzato per chi chiede aiuto. In presenza di una situazione di pericolo, o quando vi sia un timore concreto per l’incolumità di un’altra persona, resta quindi possibile chiedere soccorso.

Il pagamento, inoltre, non scatterà automaticamente. Prima verrà effettuato l’intervento e, una volta concluse le operazioni, saranno ricostruite e valutate le circostanze che hanno determinato la richiesta e l’impiego delle risorse.

La necessità di disciplinare i costi viene ricondotta anche all’impiego di uomini e mezzi che può rendersi necessario durante le operazioni. Gli interventi di soccorso, sottolinea la Guardia di Finanza, possono protrarsi per diverse ore e richiedere l’utilizzo di numerose risorse.

Secondo il Corpo, l’obiettivo delle nuove regole è evitare richieste effettuate con leggerezza o prive di una concreta motivazione, tutelando le risorse pubbliche e la capacità di intervento del sistema di soccorso.

La Guardia di Finanza ribadisce quindi che chi si trova realmente in pericolo deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione: la valutazione sull’eventuale addebito dei costi sarà effettuata successivamente, sulla base delle circostanze del singolo intervento.

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