Dal 2 agosto sono entrate in vigore nuove disposizioni dell’AI Act dell’Unione europea, che rafforzano gli obblighi di trasparenza per i sistemi di intelligenza artificiale e introducono nuovi adempimenti per i fornitori dei modelli di AI per finalità generali (General Purpose AI, GPAI). Contestualmente è partita l’attività di vigilanza affidata all’AI Office della Commissione europea, alle autorità nazionali competenti e al Garante europeo della protezione dei dati (Edps). Lo riporta https://apre.it/ai-act-scattano-nuove-regole-su-trasparenza-e-ai-generativa/
Tra le principali novità, chatbot e altri sistemi conversazionali dovranno informare in modo chiaro gli utenti quando stanno interagendo con un’intelligenza artificiale. Inoltre, i contenuti generati o modificati tramite AI, compresi i cosiddetti deepfake, dovranno essere etichettati e corredati da marcatori leggibili automaticamente, così da renderne più agevole l’identificazione.
Per favorire l’attuazione delle nuove disposizioni, la Commissione europea ha pubblicato un primo elenco di oltre 180 organizzazioni che hanno aderito al Codice di condotta dedicato alla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Dal 2 agosto trovano applicazione anche gli obblighi previsti per i fornitori dei modelli GPAI. Per i sistemi considerati a rischio sistemico sono previste misure aggiuntive di mitigazione dei rischi, con particolare attenzione alla cybersicurezza, alla tutela dei diritti fondamentali e alla sicurezza pubblica.
Tutti i fornitori saranno inoltre tenuti a predisporre una documentazione tecnica sui modelli, adottare una politica in materia di diritto d’autore e pubblicare un riepilogo sufficientemente dettagliato dei contenuti utilizzati per l’addestramento dei sistemi.
Il sistema di vigilanza sarà supportato anche dal nuovo Scientific Panel, composto da 60 esperti indipendenti chiamati a fornire consulenza scientifica e tecnica nell’applicazione del regolamento.
La Commissione europea ha infine attivato nuovi strumenti online che consentiranno a cittadini, imprese e sviluppatori di segnalare eventuali violazioni dell’AI Act, rafforzando così il sistema di controllo e di applicazione delle nuove norme europee sull’intelligenza artificiale.












