Le urne nel Cilento non hanno prodotto terremoti politici. Il voto delle amministrative del 2026 ha consegnato un messaggio chiaro: gli elettori hanno scelto la strada della continuità, premiando amministrazioni uscenti, gruppi consolidati e percorsi già avviati, senza modificare in maniera sostanziale gli equilibri territoriali. Un risultato che conferma una tendenza sempre più evidente nei piccoli centri: la fiducia costruita negli anni sembra avere avuto più peso della voglia di cambiamento.
Da San Giovanni a Piro a Celle di Bulgheria, passando per Laurito, Lustra e Casal Velino, il voto ha confermato amministrazioni già radicate sul territorio, con sindaci uscenti o gruppi direttamente collegati all’esperienza di governo precedente che hanno ottenuto nuovamente il consenso dei cittadini.
Emblematico il caso di Laurino, dove formalmente si chiude l’esperienza amministrativa guidata dal sindaco uscente Romano Gregorio, che ha scelto di non ricandidarsi. Nella sostanza, però, il quadro resta nel segno della continuità: a raccogliere il testimone è stato infatti il fratello Francesco Gregorio, eletto sindaco alla guida della lista “Viviamo Laurino e Villa”. Una successione che rappresenta probabilmente l’immagine più significativa del voto cilentano: cambia il nome sulla fascia tricolore, ma non l’impostazione politica e amministrativa.
Le amministrative 2026 nel Cilento, dunque, sembrano aver premiato soprattutto la stabilità. In territori dove il rapporto diretto con i cittadini e la conoscenza personale incidono spesso più delle appartenenze politiche tradizionali, il consenso si è orientato verso chi già amministrava o verso figure considerate naturali prosecuzioni delle esperienze precedenti.
Più che un’elezione caratterizzata da svolte e cambi di rotta, quella appena conclusa appare come una conferma: il Cilento ha scelto di non cambiare strada.












