Il pomodorino giallo rinasce a Rofrano

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Giallo come il sole e di piccole dimensioni, ha una buccia spessa che ne permette la conservazione a lungo, una polpa soda e un sapore dolce. È il pomodorino giallo di Rofrano, l’ortaggio riscoperto da qualche anno nel piccolo borgo dell’entroterra cilentano. Viene coltivato ai piedi del Cervati, la montagna più alta della Campania, dove il clima è perfetto. Le campagne sono quelle a 500 metri d’altezza. Dietro la sua rinascita c’è una storia fatta di passione, studi e tenacia. Giovanni Cavallo, studente di Economia a Pisa, con la testa e i sogni nel Cilento, nel suo paese d’origine, chiede a zia Sofia, una contadina, preziosa custode di sapere e faber, i semi di quel pomodorino che mangiava da bambino. Da un fazzoletto spunta la semente che Giovanni mette a dimora sotto la terra. Una piantina, poi due. Anche un suo amico, Giovanni, che porta la speranza nel cognome e nel nome scelto per la sua azienda agricola, Biohope, inizia a coltivarlo. In poco tempo il sogno si trasforma in una realtà.

Il pomodorino giallo di Rofrano è stato reinserito nell’elenco della biodiversità campana, come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), grazie a un esempio di sinergia tra privati, enti locali e dinamiche realtà del territorio che ne hanno fermato l’inesorabile estinzione. Oggi si distingue sul mercato per la sua conservazione: in locali areati ed asciutti si mantiene da settembre fino a marzo – aprile dell’anno successivo.

Lo scorso 5 novembre Palazzo Mainenti, sede del Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, a Vallo della Lucania, ha ospitato il racconto del percorso che ha portato alla rinascita di questo frutto antico e unico nel suo genere. Ne hanno parlato i due giovani agricoltori che lo hanno recuperato, Giovanni Cavallo e Giovanni Speranza, insieme con alcuni degli attori della filiera che oggi sostiene il progetto, tra cui l’Ente Parco del Cilento, che attraverso il marchio intende valorizzare le produzioni locali di qualità.

A credere nel lavoro dei due giovani rofranesi ci sono stati fin da subito i fondatori di DaZero, Giuseppe Boccia, Paolo De Simone, Carmine Mainenti, che hanno portato il pomodorino giallo nelle loro pizzerie. Così come Enzo Coccia della pizzeria ‘La Notizia’ di Napoli. A loro si è affiancata poi la cooperativa di produttori Gustarosso e infine gli chef cilentani Davide Mea ( La taverna del mozzo a Marina di Camerota) e Alessandro Feo hanno scelto il pomodorino nelle proposte di gusto della loro cucina. Il frutto si è rivelato ottimo per le pietanze a base di pesce.

E’ nelle pizze ideate dai maestri pizzaioli Enzo Coccia e Paolo De Simone che il pomodorino giallo di Rofrano, ha mostrato la sua massima espressione. Uno speciale menù da Da Zero ha chiuso l’evento con quattro pizze, tutte in abbinamento con il pomodorino tagliato fresco. L’inizio è come di consueto con la pizza fritta preparata con e olive ammaccate Salella e la mozzarella nella mortella; il pomodorino giallo arriva poi su una pizza accompagnata da salsiccia di bufalo e cacioricotta di capra grattuggiato. La terza è con la stracciata di mozzarella nella mortella e le Alici di Menaica, per concludere in bellezza tornando sui sapori forti con cacioricotta fresco e soppressata di Gioi.

©Riproduzione riservata

Foto ©Marianna Vallone

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