Un nuovo incendio in Costiera Amalfitana è divampato nella serata di mercoledì a Maiori, interessando i boschi della frazione Vecite. Le fiamme si sono sviluppate sulla collina sovrastante un distributore di carburante, facendo scattare l’intervento dei Vigili del fuoco e dei volontari del nucleo comunale di Protezione civile. La presenza di abitazioni e attività commerciali nelle vicinanze ha destato particolare preoccupazione.
Il rogo arriva mentre la Costiera continua a fare i conti con una serie di incendi. Nelle ore precedenti un altro fronte di fuoco aveva interessato Cetara, mentre proprio i volontari di Maiori erano stati impegnati nella serata precedente per un incendio sviluppatosi nei pressi del Castello di Thoro Plano.
Le fiamme sulla collina di Vecite
Secondo le informazioni disponibili, l’incendio è partito nell’area boschiva della frazione Vecite e si è progressivamente esteso lungo il versante. Il fronte è stato individuato al di sopra di una stazione di servizio, in una zona nella quale sono presenti anche alcune abitazioni ed esercizi commerciali.
Sul posto sono quindi confluite le squadre impegnate nelle operazioni di spegnimento e nel controllo dell’avanzata delle fiamme. L’obiettivo è impedire che il fuoco possa raggiungere le aree maggiormente antropizzate.
La vicinanza del rogo alle strutture presenti nella zona ha reso necessarie particolari precauzioni. In base alle prime informazioni, un’abitazione sarebbe stata evacuata in via precauzionale, proprio per evitare rischi alle persone durante le operazioni.
Nuova emergenza incendi in Costiera Amalfitana
L’incendio di Maiori rappresenta un ulteriore episodio in giornate particolarmente impegnative sul fronte degli incendi boschivi lungo la Costiera Amalfitana.
Le operazioni a Vecite proseguono con l’attenzione rivolta sia allo spegnimento delle fiamme sia alla protezione delle abitazioni, delle attività e della stazione di servizio presenti nell’area circostante.
Angri, resta in carcere la 35enne accusata di aver evirato l’ex
Resta in carcere la 35enne originaria del Bangladesh accusata di aver evirato l’ex compagno mentre dormiva ad Angri. Il gip del Tribunale di Nocera Inferiore ha respinto la richiesta della difesa di sostituire la detenzione in carcere con gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico, ritenendo ancora elevato il rischio connesso alla condotta contestata alla donna.
La decisione è arrivata nell’ambito dell’udienza preliminare in corso. La 35enne, indicata con le iniziali M.S.A. e difesa dall’avvocato Giovanni Pentangelo, deve rispondere di lesioni gravissime e aggravate. Anche il Tribunale del Riesame aveva già respinto una precedente richiesta di attenuazione della misura cautelare.
Le motivazioni del gip sulla permanenza in carcere
Nel provvedimento il giudice parla di un rischio «sempre massimo, acuto e straordinariamente allarmante» e sottolinea come durante i mesi trascorsi in carcere non sarebbe emerso, secondo la valutazione giudiziaria, un percorso tale da consentire di ritenere sufficienti misure meno restrittive.
Il gip richiama inoltre la particolare gravità della condotta contestata e ritiene che gli elementi disponibili non permettano di fare affidamento sul rispetto di una misura diversa dalla detenzione in carcere.
L’episodio risale allo scorso 1° maggio ad Angri. Secondo l’accusa, alla base dell’aggressione ci sarebbe stata la gelosia dopo la decisione dell’uomo, un 41enne, di tornare a vivere con la moglie e i figli.
La donna avrebbe colpito l’ex compagno con un coltello mentre quest’ultimo dormiva. Nell’ambito delle indagini è stata avanzata anche l’ipotesi che il sonno della vittima possa essere stato favorito dalla somministrazione di farmaci soporiferi.
Udienza aggiornata alla prossima settimana
Nelle motivazioni il giudice sottolinea anche l’assenza, a quattro mesi e mezzo dai fatti, di un serio pentimento e di scuse rivolte alla vittima, elementi valutati nel complesso ai fini della decisione sulla misura cautelare.
Le parti offese sono assistite dagli avvocati Francesco Laudisio e Angelo Pisani.
L’udienza preliminare è stata aggiornata alla prossima settimana. In quella sede dovranno essere affrontate, tra le altre questioni, la richiesta di rito abbreviato e la costituzione di ulteriori parti civili.
Omicidio Vassallo, la Procura valuta il ricorso sull’assoluzione Ridosso
La Procura di Salerno valuta l’impugnazione della sentenza con cui, lo scorso giugno, il gup Giovanni Rossi ha assolto con formula dubitativa Romolo Ridosso, ex collaboratore di giustizia coinvolto nell’inchiesta sull’omicidio del sindaco pescatore Angelo Vassallo. L’ufficio guidato dal procuratore Raffaele Cantone aveva chiesto per Ridosso una condanna a sette anni e quattro mesi, contestandogli un ruolo organizzativo marginale nella vicenda.
Cantone ha spiegato che la sentenza è attualmente oggetto di un approfondimento da parte della Procura. Pur definendola «particolarmente importante» e «ben scritta», il procuratore ha osservato che le conclusioni raggiunte dal giudice non coincidono con la ricostruzione sostenuta dall’accusa.
La posizione della Procura sull’inchiesta Vassallo
Secondo la ricostruzione accusatoria, il ruolo attribuito a Ridosso sarebbe stato limitato alla partecipazione a un sopralluogo. Il proscioglimento, tuttavia, rappresenta per la Procura un elemento da valutare attentamente perché inserito in un quadro investigativo più ampio relativo all’assassinio di Vassallo.
Cantone ha affermato che, allo stato, la Procura considera ancora la propria ricostruzione quella maggiormente attendibile e intende sostenerla nelle sedi giudiziarie competenti. La decisione definitiva sull’impugnazione arriverà dopo lo studio delle motivazioni e dei diversi passaggi della sentenza.
Il procuratore ha evidenziato anche il rischio che il proscioglimento possa incidere sulla ricostruzione complessiva dell’omicidio. Proprio per questo l’ufficio intende utilizzare integralmente i tempi previsti prima di assumere una decisione formale.
Cantone: «Ridosso è un pezzo di un quadro più ampio»
Per la Procura salernitana la posizione dell’ex collaboratore di giustizia resta soltanto una parte dell’indagine sul delitto di Angelo Vassallo.
Il sindaco di Pollica, conosciuto come il sindaco pescatore, è al centro di un’inchiesta che punta a ricostruire responsabilità e circostanze dell’omicidio. Il pronunciamento su Ridosso costituisce quindi uno dei passaggi giudiziari di una vicenda investigativa più articolata.
La Procura dovrà ora stabilire, dopo l’analisi completa della sentenza del gup, se presentare formalmente impugnazione contro l’assoluzione.
Omicidio Luca Esposito, nuovi accertamenti sul movente
Proseguono le indagini sull’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni trovato morto e bruciato in un campo alla periferia di Eboli. La Procura di Salerno sta concentrando gli approfondimenti soprattutto sul movente, mentre per gli inquirenti la dinamica del delitto sarebbe ormai sostanzialmente ricostruita.
L’unico indagato resta Ridha Rahmouni, 26enne tunisino reo confesso, attualmente detenuto nel carcere di Fuorni. Gli investigatori sono ancora in attesa degli esiti di alcuni accertamenti tecnici irripetibili eseguiti sia sul corpo della vittima sia sui telefoni cellulari di Esposito e dell’indagato.
Cantone: accertamenti concentrati sul movente
A fare il punto sull’inchiesta è stato il procuratore di Salerno Raffaele Cantone, secondo il quale le attività ancora in corso sono particolarmente delicate e riguardano principalmente l’individuazione del movente.
Sul piano della ricostruzione delle modalità dell’omicidio, invece, la Procura ritiene che il quadro sia stato sostanzialmente definito. L’obiettivo degli inquirenti è arrivare alla conclusione delle indagini entro la fine dell’anno.
Cantone ha inoltre sottolineato la rapidità dell’attività investigativa svolta dalle forze dell’ordine e, in particolare, dai Carabinieri, che in pochi giorni riuscirono a individuare il presunto autore del delitto.
Il procuratore ha richiamato anche la confessione dell’indagato e il fatto che il 26enne non abbia presentato richiesta al Tribunale del Riesame, elementi indicati come conferma della solidità dell’impianto accusatorio.
Incendi in Costiera, aperto un procedimento
Nel corso del suo intervento Cantone si è soffermato anche sui numerosi incendi boschivi in Costiera Amalfitana.
La Procura, dopo aver ricevuto le annotazioni delle forze di polizia, ha aperto un procedimento ipotizzando la possibile esistenza di una matrice dolosa. Gli investigatori dovranno ora verificare se vi siano responsabili e, nel caso, identificarli.
Tra gli elementi oggetto di valutazione figura la pluralità degli inneschi, circostanza che, secondo il procuratore, potrebbe far ritenere che gli incendi non siano riconducibili alla semplice casualità.












