Allo stadio Monumental di Buenos Aires è andato in scena l’ultimo passo d’onore di Lionel Messi con la maglia dell’Albiceleste. Dopo 28 partite e 128 gol, il fuoriclasse argentino si prepara a lasciare la Nazionale guidata da Lionel Scaloni. L’occasione è stata l’amichevole disputata ieri contro il Mali, vinta dall’Argentina per 3-0.
Con la partita di ieri si è chiuso anche il trittico di amichevoli che ha visto l’Argentina imporsi per 4-0 sulla Bolivia e per 3-0 sul Burkina Faso. Ma, tra tutte, quella di Buenos Aires è stata senza dubbio la partita più importante, perché ha segnato la fine di un’epoca calcistica.
Un pezzo della storia del calcio mondiale sembra infatti essere arrivato al suo ultimo capitolo. Messi è stato il calciatore che più di ogni altro ha potuto avvicinarsi, per talento e per capacità di incidere sulla storia del calcio, alla figura di Diego Armando Maradona. Non per sostituirlo, perché Maradona resta Maradona, ma per essere riuscito a entrare nello stesso immaginario collettivo degli argentini e degli appassionati di tutto il mondo.
Con l’addio di Messi alla Nazionale, annunciato per il 31 agosto 2026, si chiude davvero una grande epoca calcistica. Messi non è stato semplicemente un grande calciatore: per molti è stato il più forte di tutti i tempi. È difficile trovare le parole per descrivere ciò che ha rappresentato sul piano sportivo e calcistico.
Fortunati coloro che hanno avuto la possibilità di vederlo giocare dal vivo. Perché un giocatore come Messi, prima ancora di essere analizzato attraverso numeri, statistiche e trofei, era capace di regalare emozioni e brividi.
Il legame tra Messi e l’Italia, inoltre, è sempre stato particolare. Il fuoriclasse argentino ha trascorso momenti di vacanza anche a Capri, a bordo del suo yacht, dimostrando di apprezzare le bellezze del nostro Paese. L’Italia non ha avuto la fortuna di vederlo giocare con una squadra del nostro campionato, ma ha comunque fatto da cornice ad alcuni momenti della sua vita lontano dai campi.
Sul terreno di gioco del Monumental, invece, ieri sono stati i giovani e l’esperienza a trascinare l’Argentina. Le danze si sono aperte al 48’, quando il difensore dell’Albiceleste ha battuto il portiere del Mali con un imperioso colpo di testa.
Poi, al 63’, è arrivato il momento di Lionel Messi, che con un destro preciso ha trovato la rete del 2-0. L’ultima partita di Messi con la Nazionale si è chiusa al 71’, quando il fuoriclasse argentino ha trasformato un calcio di rigore per il definitivo 3-0.
Tre gol arrivati in poco più di venti minuti, dopo un primo tempo terminato sullo 0-0. Una dimostrazione, ancora una volta, della forza fisica e mentale dell’Argentina di Scaloni: quando questa squadra ha la possibilità di attaccare, lo fa con grande intensità e riesce a imporre il proprio calcio.
È anche la dimostrazione della mentalità costruita da Scaloni, capace di dare alla Nazionale argentina una precisa identità e una straordinaria consapevolezza dei propri mezzi.
Grazie, Messi, per tutto quello che sei riuscito a dare al calcio.
Il calcio è nato con Maradona, è cresciuto con Messi e continuerà anche senza di lui. Ma probabilmente non ci sarà più nessuno come Lionel Messi.
Siamo stati spettatori, in televisione o direttamente dagli spalti, di uno spettacolo capace di emozionare il cuore e gli occhi. Messi, calcisticamente parlando, è sembrato per anni un alieno sceso sulla Terra.
E quando si dice che Messi è il calcio, in fondo, non si dice qualcosa di così lontano dalla realtà. Maradona negli anni Ottanta e Novanta, Messi negli anni Duemila e oltre: due dei più grandi trascinatori della storia di questo sport.
La carriera di Messi con la Nazionale, iniziata nel 2005 e culminata con la consacrazione degli ultimi anni, è stata impreziosita da trofei, record e riconoscimenti individuali, oltre che da una serie interminabile di momenti entrati nella storia.
La maglia numero 10 dell’Argentina, dopo di lui, avrà un peso ancora maggiore. Perché Messi è stato uno e uno soltanto.
Il suo addio alla Nazionale sarà una grande batosta per il calcio mondiale. Messi è stato uno dei re di questo sport, la sua essenza, il poeta con il pallone attaccato ai piedi.
Un altro Lionel Messi non ci sarà. Quello che abbiamo visto ieri non tornerà più.
E allora possiamo soltanto dire grazie. Grazie per tutto quello che Lionel Messi è stato e continuerà a rappresentare per il calcio mondiale.
È stato il protagonista assoluto di un’epoca calcistica. Un’epoca straordinaria che, con il suo addio, si avvia definitivamente verso la conclusione.
Fonte foto: https://www.vietnam.vn/it/lionel-messi-nghi-thi-dau-vo-thoi-han












