Migranti, il sindaco Pessolano: «Accoglienza sì, ma prima di tutto rispetto delle regole»

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Il primo cittadino Pietro Pessolano si era opposto all’arrivo di migranti in una struttura dichiarata non idonea. Da mesi la richiesta da parte dei sindaci del Piano di zona locale di un incontro alla Prefettura di Salerno. «Non siamo razzisti, ok all’accoglienza ma prima di tutto viene il rispetto delle norme». Così il sindaco di Auletta raggiunto telefonicamente dal giornaledelcilento.it ha chiarito la sua posizione riguardo alla questione dei migranti, che da giorni tiene banco nel territorio. Non tanto per la situazione, quanto per il sostegno di Matteo Salvini, segretario della Lega, al primo cittadino salernitano. 

«Sono un vecchio repubblicano – dice Pessolano – e resterò sempre tale; se mi sono rivolto a Salvini è perché è l’unico a cui potevo rivolgermi per questa vicenda. Non è un partito di governo e potere forte ma un movimento di protesta; l’eco della mia voce deve arrivare lontano». E così è stato: perché da Nord a Sud dello Stivale si parla del sindaco del piccolo centro salernitano che si oppone alle decisioni piombate dall’alto. «Non sopportiamo la tracotanza del prefetto – chiarisce Pessolano – l’adesione allo Sprar è stata data come piano di zona e non come singoli, vogliamo essere ascoltati ma non siamo stati neppure convocati».

Alla fine di giugno la Prefettura di Salerno ha inviato ad Auletta circa 30 migranti, in una struttura autorizzata ad accoglierne soltanto 10. Un immobile fra l’altro senza acqua potabile. A spiegarlo è lo stesso sindaco a Salvini nella sua missiva. Pessolano poi replica anche alle dichiarazioni del segretario del Pd locale, Gerardo De Maffutiis, in merito sia alla notizia del «sostegno» dato da Salvini sia sulla posizione del sindaco sull’accoglienza dei migranti. «Mi sento di dire una cosa. – ribatte il primo cittadino – Sono ragazzi e devono giocare, fanno bene a giocare in questo modo visto che ad Auletta non abbiamo le strutture sportive idonee. Ma vorrei anche sottolineare che qui si parla di cose serie. – continua il sindaco cambiando registro – De Maffutiis è un farmacista. Lo capisco perché nei mesi scorsi il Comune ha deliberato di istituire una farmacia comunale. Capisco la sua foga, la sua attenzione e il suo interesse verso la comunità, è tale che l’anno scorso aveva anteposto i suoi interessi personali a quelli della collettività». «Bisogna invece anteporre sempre gli interessi della collettività a quelli personali – ribadisce Pessolano – cosa che forse De Maffutiis non sa, visto che lo scorso anno siamo stati costretti a revocare la sua autorizzazione sugli orari di chiusura anticipati della sua farmacia nel periodo estivo (così come per le ferie) in un momento di esigenza per la comunità». «Non siamo razzisti – chiude il sindaco – vogliamo solo che il tutto si svolga nel rispetto delle regole, per il bene, sempre, dei miei cittadini».

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