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Castellabate, il Comune sceglie la conciliazione nelle controversie fino a 15mila euro

di Federico Martino

Risolvere le controversie che coinvolgono il Comune di Castellabate e hanno ad oggetto diritti disponibili attraverso la conciliazione. È l’impegno comune assunto dal Comune cilentano e dall’organismo internazionale di conciliazione e arbitrato dell’Anpar attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che ha la durata di 3 anni. L’accordo è stato siglato prima che lo stesso Consiglio dei Ministri approvasse il Decreto legislativo sulla mediazione civile, in attuazione della delega di cui all’art. 60 della legge 69/2009. Il servizio nel Comune di Castellabate, dunque, prende il via in anticipo rispetto all’emanazione dei decreti attuativi, in modo da riservarsi, per 3 anni, la possibilità di sfruttare l’economicità delle tariffe dell’organismo. Il vantaggio comune per l’Ente pubblico e per i cittadini è quello di ridurre al minimo le spese di giustizia, con la garanzia di tempi rapidi per la risoluzione delle possibili controversie.
«Il cittadino – spiega il sindaco Costabile Maurano – può partecipare direttamente al procedimento senza la necessità di essere accompagnato da rappresentanti legali. La funzione del conciliatore, però, non è quella di decidere sulla controversia, ma di aiutare le parti a raggiungere un accordo, soddisfacente e vantaggioso per entrambe, con un notevole risparmio di tempo e di costo rispetto ad un procedimento civile ordinario».
Con la convenzione stipulata tra il Comune di Castellabate e l’Anpar lo strumento conciliativo verrà utilizzato, in via sperimentale, per le questioni che riguardano il risarcimento dei danni di valore inferiore a 15.493 euro oppure la soluzione di conflittualità in campo ambientale.
«Il tentativo di conciliazione – aggiunge il presidente dell’organismo, Giovanni Pecoraro – è uno strumento alternativo a quello giudiziale, attraverso cui le parti, ovvero il Comune e i cittadini, cercano la risoluzione autonoma e concordata della controversia, con l’aiuto di un terzo conciliatore professionale, imparziale e neutro».
Il tentativo di conciliazione si conclude, di norma, con una sola seduta e le spese sono estremamente ridotte sia per il Comune che per il cittadino: ad esempio, per un valore fino a 5.000 euro, il tentativo di conciliazione costa solo 90 euro per parte, di cui 30 euro per spese di segreteria e 60 euro per il compenso al conciliatore professionale. Quest’ultimo è un terzo imparziale che deve aiutare le a superare una lite e a giungere a un accordo.

 

 

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