Un giovane di 20 anni sarebbe stato sequestrato, condotto in un appartamento e immobilizzato su una sedia con del nastro adesivo, prima di essere minacciato con un coltello. È accaduto nei giorni scorsi a Nocera Inferiore, dove la polizia ha arrestato due persone, un cittadino tunisino di 23 anni e una ragazza italiana di 20 anni.
I due sono accusati di sequestro di persona, lesioni a pubblico ufficiale, minaccia aggravata e resistenza. Il tribunale ha convalidato gli arresti e disposto per entrambi la custodia cautelare in carcere.
Secondo la ricostruzione investigativa, la coppia avrebbe preteso che la vittima contattasse un conoscente per ottenere la consegna di una somma di denaro che sarebbe derivata da una truffa.
La richiesta di aiuto e l’intervento della polizia
La vicenda è emersa quando la responsabile di una struttura di accoglienza di Mercato San Severino ha ricevuto sul proprio telefono una richiesta di soccorso da parte del giovane.
Il 20enne avrebbe raccontato di essere stato trattenuto contro la propria volontà all’interno di un’abitazione, dove sarebbe stato legato a una sedia.
Nonostante la situazione, sarebbe riuscito a utilizzare il cellulare per comunicare la propria posizione. La segnalazione ha consentito di allertare immediatamente la polizia.
Gli agenti del commissariato di Nocera Inferiore, diretto da Carlo Casaburi, sono riusciti a individuare in pochi minuti l’appartamento, situato in una zona periferica della città.
Secondo il racconto della vittima, nell’abitazione sarebbero state presenti anche altre persone oltre ai due arrestati.
Durante l’intervento, gli operatori hanno fermato la coppia, che avrebbe opposto una violenta resistenza. Due poliziotti hanno riportato lesioni.
La successiva perquisizione ha consentito di sequestrare due coltelli, alcuni telefoni cellulari e un rotolo di nastro adesivo.
Uno dei coltelli sarebbe stato utilizzato per minacciare il ragazzo, mentre attraverso uno dei cellulari sarebbe stato registrato un video dell’accaduto, come riferito dalla stessa vittima.
La versione degli arrestati e le indagini ancora aperte
Durante il giudizio direttissimo davanti al giudice monocratico di Nocera Inferiore, i due indagati hanno fornito una ricostruzione differente rispetto a quella denunciata dal giovane.
Secondo la loro versione, quanto accaduto sarebbe stato soltanto uno scherzo. Una spiegazione che contrasta con il racconto della presunta vittima e con gli elementi raccolti dagli investigatori.
Il giudice, nella fase di convalida, ha ritenuto attendibile la versione del 20enne, disponendo la permanenza in carcere dei due indagati.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore, non è tuttavia conclusa.
Gli investigatori stanno cercando di identificare le altre persone che potrebbero essere state presenti nell’appartamento durante il presunto sequestro.
Restano inoltre da chiarire i rapporti tra i protagonisti della vicenda e la provenienza del denaro che sarebbe stato richiesto alla vittima.
Un ruolo importante negli ulteriori accertamenti sarà svolto dall’analisi dei telefoni sequestrati, attraverso i quali gli investigatori cercheranno eventuali riscontri alla ricostruzione fornita dal giovane.
Le indagini proseguono per definire tutte le responsabilità, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati fino a un eventuale accertamento definitivo.







