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5 Novembre 2026
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Capaccio Paestum, abusi edilizi a Gromola: tre demolizioni

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Capaccio Paestum, abusi edilizi a Gromola: tre demolizioni

Tre strutture realizzate senza i necessari titoli edilizi dovranno essere demolite in località Gromola, nel comune di Capaccio Paestum. Il provvedimento riguarda un’area situata in via dei Terzi, dove gli accertamenti della Polizia Municipale hanno individuato una sala ristorante, una tettoia di circa 110 metri quadrati e un locale destinato a cucina, con un ulteriore vano tecnico.

Il Comune ha disposto la rimozione delle opere e il ripristino dello stato dei luoghi entro 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza al proprietario.

Gli interventi contestati, secondo quanto accertato, sono stati realizzati in ampliamento di manufatti già risultati irregolari.

Gli accertamenti della Polizia Municipale

La vicenda prende origine da un sopralluogo della Polizia Municipale di Capaccio Paestum, seguito da una comunicazione di notizia di reato trasmessa all’amministrazione comunale il 7 aprile 2025.

Tra gli atti del procedimento figura anche il riscontro a una delega di indagini della Procura della Repubblica di Salerno, datato 6 giugno dello stesso anno.

Le verifiche hanno consentito di individuare tre distinti interventi edilizi eseguiti senza le autorizzazioni richieste dalla normativa vigente.

Il primo riguarda un manufatto utilizzato come sala ristorante, ottenuto attraverso la realizzazione di murature su tre lati, l’installazione di vetrate con infissi in ferro e una copertura costituita da pannelli coibentati.

La struttura è dotata anche di grondaie e pluviali. Secondo gli accertamenti, l’intervento avrebbe trasformato una precedente tensostruttura telonata, già considerata abusiva.

Il secondo manufatto è una tettoia di circa 110 metri quadrati, realizzata su una platea in calcestruzzo.

La struttura è sostenuta da nove pilastri in legno e presenta una copertura a falda inclinata, composta da travi, tavolato e tegole in laterizio.

Il terzo intervento interessa invece un locale al piano terra destinato a cucina, al quale si aggiunge un vano tecnico di circa quattro metri quadrati, previsto per ospitare il forno dell’attività.

Anche in questo caso sono state rilevate opere in muratura, un basamento in calcestruzzo e una copertura in legno e tegole.

Demolizione entro 90 giorni e possibili sanzioni

Al termine degli accertamenti, il Comune ha rilevato l’assenza dei necessari titoli abilitativi e delle autorizzazioni previste per gli interventi edilizi contestati.

Da qui l’adozione dell’ordinanza che impone al proprietario di procedere alla demolizione delle opere abusive e al ripristino dell’originaria configurazione dell’area entro novanta giorni dalla notifica.

Il provvedimento prevede conseguenze anche nel caso in cui il destinatario non ottemperi all’ordine impartito dall’amministrazione.

In particolare, in caso di mancata demolizione nei termini stabiliti, il manufatto abusivo, la relativa area di sedime e quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe potranno essere acquisiti gratuitamente al patrimonio comunale, secondo quanto previsto dalla normativa.

Il Comune potrà inoltre procedere alla demolizione d’ufficio, ponendo le spese dell’intervento a carico del responsabile dell’abuso.

È prevista anche una sanzione amministrativa compresa tra 2.000 e 20.000 euro. Nei casi contemplati dalla legge, per gli abusi commessi in aree sottoposte a particolari forme di tutela, la sanzione può essere applicata nella misura massima.

L’ordinanza rappresenta quindi l’atto con cui l’amministrazione comunale interviene sulle irregolarità riscontrate nell’area di Gromola, disponendo la rimozione delle strutture contestate e il ripristino delle condizioni precedenti agli interventi edilizi.

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