La telefonata al numero unico di emergenza, una fotografia con alcune indicazioni scritte sul retro, il denaro lasciato per il funerale della madre e l’assistenza del fratello e i risultati dell’autopsia. Sono questi alcuni degli elementi sui quali si stanno concentrando le indagini sull’omicidio di Maria Barone, l’85enne uccisa nella notte tra domenica e lunedì nell’abitazione di via Nicotera a Pellezzano.
Per la morte dell’anziana è detenuto nel carcere di Fuorni il figlio Antonio Durante, 53 anni, accusato di omicidio aggravato. L’uomo avrebbe ammesso fin dai primi momenti di aver soffocato la madre mentre riposava, chiamando personalmente le forze dell’ordine dopo il delitto.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, con il pubblico ministero Mafalda Daria Cioncada. Gli accertamenti sono affidati ai carabinieri della Compagnia di Mercato San Severino, guidata dal maggiore Carlo Santarpia, insieme ai militari della stazione competente.
La telefonata al 112 acquisita agli atti
Uno degli elementi ritenuti di interesse investigativo è proprio la telefonata effettuata dal 53enne dopo la morte della madre. Durante avrebbe riferito con lucidità quanto appena accaduto, per poi allontanarsi dall’abitazione.
I carabinieri lo hanno rintracciato nelle strade di Pellezzano pochi minuti più tardi. L’uomo non avrebbe opposto resistenza e sarebbe apparso calmo e collaborativo. Agli investigatori avrebbe spiegato di non riuscire più a sostenere il peso della situazione familiare.
Da circa quattro anni era infatti tornato a vivere nel Salernitano dopo un periodo trascorso in Bulgaria, dove aveva una compagna e dove vive il figlio, oggi diciannovenne. A Pellezzano si occupava dell’anziana madre e del fratello maggiore, 55enne seguito in passato dal dipartimento di salute mentale dell’Asl.
Secondo quanto riferito da fonti delle politiche sociali, quest’ultimo era da tempo stabilizzato grazie alle cure, ma necessitava comunque di assistenza. Dopo l’accaduto è stato trasferito in una struttura specializzata a Bracigliano.
Gli investigatori stanno ricostruendo anche il contesto familiare. Madre e figlio conducevano una vita particolarmente riservata e, secondo quanto raccontato da vicini e conoscenti, l’85enne non veniva vista in paese da molti anni. Non sarebbero invece emerse particolari difficoltà economiche.
Soldi per funerale e cure, ora si attende l’autopsia
Tra gli elementi sequestrati figura anche una fotografia sulla quale sarebbero state lasciate alcune indicazioni operative. Il 53enne avrebbe inoltre predisposto circa 3mila euro destinati alle spese per il funerale della madre e poco meno di 2mila euro per le prime necessità del fratello.
Sono circostanze che gli investigatori dovranno valutare nella ricostruzione complessiva della dinamica e, soprattutto, per comprendere le condizioni e le intenzioni dell’uomo nelle fasi precedenti all’omicidio.
Un altro passaggio decisivo sarà rappresentato dall’autopsia sul corpo di Maria Barone. Dai primi accertamenti sulla salma sarebbero infatti emersi segni compatibili con un possibile tentativo di difesa dell’85enne.
Ulteriori verifiche tecniche saranno effettuate anche all’interno dell’abitazione di via Nicotera, dove vivevano i tre familiari. Gli inquirenti dovranno ricostruire nel dettaglio quanto accaduto nella notte e verificare ogni elemento utile a definire tempi, modalità e circostanze dell’omicidio.












