Le indagini sul ripascimento di Salerno non sono ancora concluse, ma la Procura ritiene che durante le attività siano stati commessi reati e che si siano verificati danni «oggettivi e rilevanti». A confermarlo è il procuratore Raffaele Cantone, che ha annunciato risultati concreti al termine degli accertamenti in corso sul caso Universo Beach.
L’inchiesta riguarda la gestione dell’intervento, le procedure dell’appalto e il lungo confronto tra Comune di Salerno e Consorzio Infratech. Al momento la spiaggia resta chiusa e i lavori risultano fermi, mentre la sabbia che durante l’estate era risultata contaminata e che l’amministrazione comunale ha chiesto di rimuovere e sostituire si trova ancora nell’area.
Procura al lavoro sul caso Universo Beach
La controversia amministrativa tra Palazzo di Città e Infratech non è ancora definita. L’azienda si oppone alla richiesta di rescissione, mentre gli uffici comunali puntano a completare la procedura e il sindaco De Luca cerca una mediazione.
Parallelamente procede l’inchiesta giudiziaria. Cantone ha precisato che gli accertamenti si concluderanno a breve e che la Procura fornirà un’indicazione specifica delle attività svolte.
Il procuratore ha distinto il caso salernitano da quello del ripascimento di Cetara, anch’esso finito all’attenzione della magistratura. In Costiera Amalfitana, infatti, l’esistenza di un’area sottoposta a tutela ambientale ha consentito agli inquirenti di intervenire utilizzando specifiche ipotesi di reato, tra cui quella prevista dall’articolo 734 del codice penale.
A Cetara l’intervento della Procura è inoltre arrivato mentre il ripascimento era ancora in corso, consentendo di evitare ulteriori possibili danni.
Salerno, accertamenti anche sulla foce dell’Irno
Per Salerno, invece, l’attività era già stata fermata dallo stesso Comune. Cantone ha spiegato che un eventuale sequestro risultava più complesso perché l’area non è sottoposta agli stessi vincoli ambientali.
La Procura ritiene comunque che nel corso delle attività siano stati commessi reati. Soltanto alla conclusione dell’indagine sarà possibile conoscere le eventuali responsabilità e stabilire a chi vengano attribuite.
Accertamenti distinti riguardano inoltre l’alienazione dell’area della foce dell’Irno. La Squadra mobile ha acquisito documenti in Comune dopo gli esposti presentati da cittadini ed ex amministratori.
Cantone ha evidenziato la complessità della ricostruzione di vicende amministrative risalenti nel tempo e le conseguenze dell’abrogazione dell’abuso d’ufficio sul perimetro degli interventi penali. La Procura dovrà quindi verificare se gli atti acquisiti permettano di configurare fattispecie di reato tuttora previste dall’ordinamento.












