Una stagione da incorniciare, costruita giorno dopo giorno sul campo, attraverso allenamenti, sacrifici e una costante ricerca del miglioramento. A raccontare il percorso delle portiere della Salernitana 1919 Women è Enzo Graziano, preparatore degli estremi difensori granata, intervenuto ai microfoni di The Sport Corner per tracciare un bilancio dell’annata appena conclusa.
Un campionato che ha lasciato in eredità numeri importanti: 14 clean sheet, miglior difesa del girone D e seconda miglior retroguardia dell’intera Serie C femminile. Risultati che, secondo il preparatore, rappresentano la naturale conseguenza di un lavoro meticoloso svolto durante tutta la stagione.
«La cosa che mi rende orgoglioso, dopo questa stagione con la Salernitana Women, è senza dubbio la crescita tecnica e mentale che hanno avuto le portiere, frutto del lavoro svolto nel corso dell’anno. Allenamento dopo allenamento abbiamo costruito o migliorato non solo i gesti tecnici, ma anche mentalità, personalità e fiducia nei propri mezzi. Tutto ciò si riflette nei numeri: 14 clean sheet, miglior difesa del girone D e seconda miglior difesa dell’intera Serie C».
Un percorso che ha coinvolto l’intero reparto, dalle più giovani fino alle atlete della prima squadra.
«Più che parlare di una singola, credo che sia giusto sottolineare come tutte le portiere abbiano fatto un percorso importante, dall’Under 15 fino alla prima squadra. Ognuna di loro ha migliorato aspetti diversi del proprio gioco: chi ha affinato la tecnica di base, chi ha perfezionato le uscite alte, chi ha migliorato la gestione del pallone tra i piedi».
Un ruolo, quello del portiere, profondamente cambiato negli ultimi anni e sempre più centrale nelle dinamiche tattiche del calcio moderno.
«Il ruolo del portiere nel calcio moderno è cambiato tantissimo. Oggi non basta più essere brave tra i pali, ma occorre partecipare alla costruzione del gioco nella transizione positiva; bisogna avere coraggio e lucidità nel leggere le situazioni di gioco, assumendo un posizionamento preventivo nella transizione negativa, senza aver paura di sbagliare».
Per raggiungere questi obiettivi lo staff ha programmato un lavoro specifico e continuativo durante tutta la settimana.
«Quest’anno abbiamo lavorato su cinque allenamenti settimanali. In base al giorno e all’avvicinarsi della partita ho predisposto un determinato tipo di lavoro finalizzato a far arrivare le portiere al cento per cento al giorno della gara. Durante gli allenamenti ho cercato di lavorare su diversi aspetti, in particolare in maniera analitica per perfezionare la tecnica di base del portiere, compresa la tecnica podalica, fondamentale nel calcio moderno».
Parole di ringraziamento sono state riservate a tutto il gruppo, con una menzione speciale per l’esperienza e la leadership di Lucia Sassi.
«Colgo l’occasione per ringraziare tutto il gruppo delle portiere per la fiducia, l’impegno e le emozioni che mi avete regalato. Questa crescita è stata possibile anche grazie alla disponibilità di ragazze di esperienza come Lucia Sassi, che ha sempre incoraggiato e dispensato consigli all’intero gruppo portieri».
Infine, un messaggio rivolto alle giovani che sognano di indossare un giorno i guanti da titolare.
«Alle ragazze che sognano di diventare portiere voglio dire di non smettere mai di credere nelle proprie capacità. Gli errori fanno parte del percorso di crescita. Il ruolo del portiere è molto difficile, ma allo stesso tempo è bellissimo perché richiede personalità, sacrificio e tanta costanza».
Per spiegare il valore della perseveranza, Enzo indica l’esempio di Giorgia Fusco, oggi protagonista con la prima squadra granata.
«Un esempio può essere Giorgia Fusco, che ha iniziato a giocare a calcio all’età di sei anni fino ad arrivare a difendere la porta della squadra del cuore in Serie C».












