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8 Ottobre 2026
8 Ottobre 2026

Salerno, cresce l’erba sulla spiaggia chiusa di Universo Beach

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Salerno, cresce l’erba sulla spiaggia chiusa di Universo Beach

La vegetazione spontanea sta progressivamente ricoprendo parte dell’arenile di Universo Beach, sul lungomare di Salerno, tra i quartieri di Pastena e Torrione. La spiaggia, chiusa da mesi a seguito delle irregolarità emerse nei lavori di ripascimento, presenta ora numerosi ciuffi d’erba sulla superficie realizzata con il materiale di cava contestato.

Il fenomeno è particolarmente evidente nei pressi del muro di lungomare Marconi, ma nuove piante sono visibili anche nelle zone centrali dell’area.

La situazione riporta l’attenzione sulle condizioni dell’arenile e sulle procedure ancora necessarie per procedere alla rimozione del materiale ritenuto non conforme.

Universo Beach, le criticità emerse dalle analisi

La spiaggia era stata inizialmente accolta favorevolmente dai cittadini, rappresentando un nuovo spazio sul litorale cittadino.

Con il passare del tempo, tuttavia, erano emerse difficoltà legate alla consistenza del materiale utilizzato per il ripascimento.

La superficie appariva particolarmente compatta, tanto da rendere difficoltosa persino l’installazione degli ombrelloni, per i quali risultava necessario utilizzare strumenti di perforazione.

Le verifiche effettuate dall’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, hanno successivamente evidenziato diverse criticità.

Le analisi, condotte in due momenti differenti e anche in profondità, hanno rilevato valori di carica batterica superiori ai limiti di legge.

Gli accertamenti hanno inoltre confermato problemi di permeabilità della superficie.

Dalla documentazione relativa ai controlli emergerebbe anche l’utilizzo di materiale di cava in sostituzione della sabbia prevista dal capitolato d’appalto.

Questi elementi hanno determinato la chiusura dell’arenile, impedendone la normale fruizione.

Rimozione del materiale, tempi ancora incerti

La comparsa dell’erba rappresenta un ulteriore elemento visibile delle particolari condizioni della superficie.

Le piante osservate non appartengono alla specie protetta dei gigli di mare, caratteristica degli ambienti sabbiosi costieri, ma sono comuni erbe spontanee.

La loro presenza potrebbe essere stata favorita dal trasporto dei semi attraverso il vento, provenienti anche dalle aiuole vicine.

Resta però centrale la questione relativa alla natura del materiale utilizzato e alla sua successiva rimozione.

I campionamenti effettuati dovranno contribuire a stabilire fino a quale profondità intervenire e a chiarire gli eventuali rischi per la salute umana.

Prima dell’avvio delle operazioni saranno inoltre necessarie le procedure di valutazione ambientale previste per questo tipo di interventi.

L’iter potrebbe richiedere tempi significativi, anche considerando le limitazioni che interessano l’esecuzione dei lavori sulle spiagge durante la stagione estiva.

Non risultano ancora definiti i tempi per il completamento delle operazioni e per una possibile riapertura dell’arenile.

La prospettiva di ulteriori ritardi alimenta l’incertezza sulla fruibilità di Universo Beach nella prossima stagione balneare.

Per il momento, l’area resta chiusa, mentre la vegetazione continua a svilupparsi sulla superficie oggetto delle contestazioni.

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