Aveva prenotato una visita dermatologica a marzo, attendendo cinque mesi per l’appuntamento fissato al 12 agosto. A poche ore dal controllo, però, un paziente salernitano di 93 anni, con disabilità e dolorose piaghe da decubito alla schiena, ha ricevuto la comunicazione dell’assenza del medico e del rinvio della prestazione al 17 febbraio 2027. Se la nuova data sarà confermata, tra la richiesta iniziale e la visita trascorreranno circa undici mesi.
L’anziano aveva effettuato la prenotazione il 9 marzo presso l’Asl di Salerno, ottenendo un appuntamento nella sede di via Vernieri per il 12 agosto alle 17.40. Il giorno precedente sarebbe però arrivata la telefonata con la quale gli veniva comunicata l’impossibilità di effettuare la visita e la nuova data, fissata allo stesso orario ma sei mesi più tardi. Il 93enne ha quindi provato a trovare un’alternativa rivolgendosi al Centro unico di prenotazione, senza riuscire, secondo quanto riferito, a ottenere un appuntamento più vicino.
A rendere particolarmente delicata la situazione sono le condizioni dell’uomo. Oltre alle piaghe da decubito, convive con artrosi cervicale, scoliosi, ipertensione e forti dolori reumatici e artrosici a braccia, ginocchia e gambe. Per muoversi in casa utilizza un bastone durante il giorno e un girello nelle ore notturne, mentre per riposare utilizza da circa un anno una poltrona elettrica acquistata personalmente. Per le medicazioni alla schiena viene assistito dalla figlia: le cure, inizialmente effettuate ogni giorno secondo prescrizione, non avrebbero prodotto i miglioramenti sperati e i bendaggi sarebbero stati successivamente riprogrammati a giorni alterni.
Il caso riaccende così l’attenzione sui tempi delle prestazioni sanitarie e sulle difficoltà che un rinvio può determinare soprattutto per anziani, persone fragili e pazienti con problemi che incidono pesantemente sulla vita quotidiana. Il 93enne ha espresso amarezza anche per l’attuale organizzazione delle prenotazioni, ricordando come in passato, a suo giudizio, fosse più semplice conoscere con certezza tempi e ordine delle visite. Ora resta l’attesa fino a febbraio, salvo la possibilità che nel frattempo si liberi una disponibilità anticipata.












