Il 4 ottobre sarà celebrata per la prima volta la Festa nazionale di San Francesco d’Assisi, istituita nel 2025 con una legge dello Stato. La ricorrenza riporta al centro anche i temi della tutela della natura e della biodiversità. Tra le specie simbolo della conservazione in Italia c’è il lupo, la cui presenza sul territorio nazionale è tornata ad aumentare dopo il forte declino del secolo scorso.
A richiamare la storia della tutela del lupo è il WWF, che ricorda come nel 1972, insieme al Parco nazionale d’Abruzzo, fu avviata l’“Operazione San Francesco”, una campagna per la salvaguardia della specie, allora fortemente minacciata dalla persecuzione.
Da quel periodo la popolazione di lupi in Italia è progressivamente aumentata. Secondo il monitoraggio nazionale coordinato da ISPRA, nel periodo 2020-2021 erano stimati in Italia circa 3.500 esemplari, con una presenza distribuita soprattutto lungo l’Appennino e sulle Alpi.
Il ritorno del lupo ha portato però anche a un aumento delle occasioni di conflitto con le attività zootecniche. Il tema della gestione della specie è tornato così al centro del confronto, anche alla luce delle modifiche intervenute recentemente nella normativa europea.
Nel 2025 il lupo è passato, nell’ambito della Convenzione di Berna, dall’Appendice II, che riguarda le specie “rigorosamente protette”, all’Appendice III, relativa alle specie “protette”. Successivamente l’Unione europea ha modificato la Direttiva Habitat, attribuendo alla specie lo stesso livello di protezione. La nuova disciplina lascia agli Stati membri maggiore flessibilità nella gestione del lupo, fermo restando l’obbligo di garantire uno stato di conservazione favorevole della specie.
Per il WWF, la nuova situazione normativa non dovrebbe tradursi in un ricorso agli abbattimenti come principale strumento di gestione dei conflitti con gli allevatori. L’associazione richiama invece l’utilizzo di misure di prevenzione, tra cui recinzioni e cani da guardiania, oltre al monitoraggio della specie e alla gestione degli indennizzi per i danni al bestiame.
La vicenda del lupo rappresenta così, secondo il WWF, uno dei casi più significativi della conservazione della fauna selvatica in Italia: dalla situazione di forte rarefazione degli anni Settanta al successivo ritorno della specie in gran parte della Penisola.
Il 4 ottobre, data della festa dedicata a San Francesco d’Assisi, diventa quindi anche l’occasione per riportare l’attenzione sul rapporto tra tutela della biodiversità, presenza della fauna selvatica e attività umane.












