La Regione Campania aderisce al Manifesto per l’Inclusione, iniziativa nata in occasione del convegno nazionale “Le esperienze di Scuole Aperte”, a Bologna, per esprimere contrarietà al decreto del Governo che prevede un tetto massimo del 30% di alunni stranieri per classe.
Insieme alla Campania hanno sottoscritto il documento altre cinque Regioni: Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna, Puglia e Umbria. Tra gli aderenti figurano anche rappresentanti dei Comuni di Bologna, Roma, Milano e Bergamo.
Il Manifesto richiama il principio sancito dall’articolo 3 della Costituzione e individua nella scuola un presidio di cittadinanza e un luogo nel quale favorire la crescita e la convivenza tra studenti con percorsi e provenienze differenti.
Il Manifesto per l’Inclusione
Secondo il documento, le difficoltà linguistiche e i processi di integrazione non dovrebbero essere affrontati attraverso limiti numerici alla presenza degli studenti stranieri, ma mediante interventi e investimenti capaci di sostenere le comunità scolastiche.
La posizione espressa dai firmatari è quindi contraria a un sistema basato su tetti rigidi. Il Manifesto sostiene invece la necessità di rafforzare gli strumenti destinati all’inclusione, evitando misure che possano penalizzare famiglie o studenti alle prese con difficoltà linguistiche.
L’adesione della Campania inserisce la Regione tra le amministrazioni che hanno scelto di prendere formalmente posizione sulla misura prevista dal Governo.
Morniroli: «Servono risorse e investimenti sull’inclusione»
Sulla decisione è intervenuto Andrea Morniroli, assessore alla Scuola e alle Politiche Sociali della Regione Campania, che ha sottolineato il ruolo dell’istruzione come presidio di cittadinanza, coesione sociale e integrazione.
«La scuola deve essere aperta, plurale e accogliente per tutti. In nessun caso può diventare luogo di esclusione o rifiuto», ha dichiarato Morniroli.
Secondo l’assessore, introdurre tetti rigidi rischierebbe di modificare la funzione stessa dell’istruzione pubblica. La strada indicata dalla Regione passa invece attraverso risorse, investimenti sull’inclusione e sostegno al personale docente ed educativo, con l’obiettivo di affrontare le difficoltà presenti nelle comunità scolastiche senza creare nuove situazioni di marginalità.












