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6 Agosto 2026
6 Agosto 2026

Scuole sempre più vuote nel Cilento: settanta plessi sotto i quindici alunni

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Scuole sempre più vuote nel Cilento: settanta plessi sotto i quindici alunni

Il calo demografico ridisegna la geografia scolastica della provincia di Salerno. Nei piccoli centri, soprattutto nelle aree interne, il nuovo anno si aprirà con classi composte da pochissimi bambini: alcune scuole dell’infanzia avranno appena cinque iscritti, mentre numerosi istituti non raggiungeranno quota quindici.

Il quadro emerge dal dossier dell’Ufficio scolastico territoriale di Salerno relativo all’organico di diritto per l’anno scolastico 2026/2027. Complessivamente sono settanta i plessi con meno di quindici alunni: 57 scuole dell’infanzia e 13 primarie. Una situazione che non riguarda soltanto casi isolati, ma interessa un’ampia fascia della provincia.

Le maggiori difficoltà si registrano nei comuni dell’entroterra, dal Cilento al Vallo di Diano, passando per gli Alburni. In queste aree la diminuzione della popolazione scolastica sta producendo conseguenze sempre più evidenti sull’organizzazione degli istituti.

Da cinque a quattordici alunni per scuola

Tra le situazioni più emblematiche figurano la scuola dell’infanzia di Torraca e la scuola ospedaliera di Salerno, entrambe con cinque iscritti. A Furore, Laurito, Acquavena di Roccagloriosa, Torraca e Cuccaro Vetere i bambini saranno sette.

Montecorice avrà un plesso con otto alunni, mentre a Orria, Bellosguardo, Celle di Bulgheria, Colliano-San Vittore e Pollica gli iscritti saranno nove. Altri istituti oscilleranno tra dieci e quattordici presenze.

Nell’elenco compaiono, tra gli altri, Centola, Controne, Magliano Vetere, Perito, Piaggine, Stella Cilento, Santomenna, Montecorvino Rovella, Positano, Roccagloriosa, Sessa Cilento, Camerota, Laurino, Ricigliano, Cannalonga, Castelcivita, Ispani e Rutino. Anche il quarto plesso Sant’Eustachio di Salerno si fermerà a quattordici iscritti.

Numeri contenuti interessano inoltre Montecorice-Agnone e Cuccaro Vetere, con dieci alunni; Stella Cilento, Orria, Cicerale, Magliano Vetere-Magliano Nuovo e Cava de’ Tirreni-Dupino, con dodici. Pertosa e Cava de’ Tirreni-San Cesareo arriveranno a tredici, mentre il plesso “C. Carucci” di Olevano sul Tusciano e la scuola speciale “La Nostra Famiglia” di Cava de’ Tirreni ne avranno quattordici.

Lo spopolamento entra nelle aule

La riduzione degli iscritti riflette una trasformazione demografica ormai strutturale. Le nascite diminuiscono, le giovani coppie sono sempre meno e molti nuclei familiari lasciano i piccoli comuni per trasferirsi nelle aree urbane o fuori provincia.

La scuola diventa così uno degli indicatori più immediati dello spopolamento. Nei paesi dell’entroterra, però, un plesso non rappresenta soltanto un luogo dedicato all’istruzione: è anche un presidio sociale, un punto di riferimento per le famiglie e uno degli ultimi servizi pubblici rimasti sul territorio.

Nel complesso, le scuole dell’infanzia salernitane accoglieranno 19.027 bambini, distribuiti in 996 sezioni. Rispetto all’anno scolastico precedente gli iscritti diminuiscono di 392 unità, pari al 2%, mentre le sezioni passano da 1.010 a 996.

Il calo complessivo convive con alcuni dati in controtendenza. I bambini di tre anni aumentano da 7.181 a 7.287, con 106 iscritti in più. Crescono anche quelli di cinque anni, che passano da 3.926 a 4.041, con un incremento di 115 unità.

Particolarmente significativo è l’aumento degli alunni con disabilità: da 449 a 520, settantuno bambini in più, pari al 15,8%.

La sfida non riguarda quindi soltanto la sopravvivenza dei piccoli plessi, ma anche la possibilità di garantire servizi, inclusione e qualità dell’offerta formativa. In molti comuni la presenza della scuola rimane decisiva per la tenuta stessa della comunità e per la possibilità di immaginare un futuro per le aree interne.

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