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23 Maggio 2026
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Strage di Capaci, 34 anni fa l’attentato che cambiò l’Italia

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Strage di Capaci, 34 anni fa l’attentato che cambiò l’Italia

Il 23 maggio 1992 l’Italia fu colpita da uno degli attentati mafiosi più gravi della sua storia. Alle 17:58, sull’autostrada A29 nei pressi di Capaci, un’esplosione provocata da circa 500 chilogrammi di tritolo uccise il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

L’attentato venne organizzato da Cosa Nostra sotto la guida del capo mafioso Totò Riina. Il commando mafioso fece detonare l’esplosivo sistemato in un tunnel scavato sotto l’autostrada mentre il corteo di auto del magistrato stava rientrando dall’aeroporto di Punta Raisi a Palermo. La violenza dell’esplosione distrusse un tratto della carreggiata e venne avvertita a chilometri di distanza.

Giovanni Falcone, nato a Palermo nel 1939, era considerato il simbolo della lotta alla mafia. Insieme ai magistrati del pool antimafia aveva istruito il maxiprocesso contro Cosa Nostra negli anni Ottanta, portando alla condanna di centinaia di affiliati mafiosi. Il suo metodo investigativo, basato sull’analisi dei flussi finanziari e sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, rivoluzionò il contrasto alla criminalità organizzata.

La strage di Capaci provocò una forte reazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. Dopo l’attentato, lo Stato rafforzò le misure antimafia e accelerò l’azione repressiva contro Cosa Nostra. Cinquantasette giorni dopo, il 19 luglio 1992, un secondo attentato mafioso in via D’Amelio a Palermo costò la vita anche al magistrato Paolo Borsellino e agli agenti della sua scorta.

A trentaquattro anni di distanza, la strage di Capaci resta uno degli eventi simbolo della storia repubblicana italiana e della lotta dello Stato contro le mafie.

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