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21 Maggio 2026
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Uno smartphone per le persone con disabilità motorie: il progetto del “Cicerone” di Sala Consilina

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Uno smartphone per le persone con disabilità motorie: il progetto del “Cicerone” di Sala Consilina

Trasformare uno smartphone in uno strumento capace di controllare un computer e favorire l’autonomia delle persone con disabilità motorie. È il progetto realizzato dagli studenti della classe 5B Informatica e Telecomunicazioni dell’Istituto di Istruzione Superiore “M. T. Cicerone”, esperienza che ha ottenuto il plauso del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani.

L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività laboratoriali dell’istituto, con il supporto dei docenti Maria Manzo e Domenico Lombardi. Gli studenti hanno sviluppato un sistema innovativo basato su Arduino Leonardo e su un’applicazione mobile progettata dagli stessi ragazzi, in grado di tradurre i comandi touch dello smartphone in interazioni dirette con il computer tramite connessione USB.

Il dispositivo consente quindi di utilizzare il telefono come periferica di controllo, offrendo nuove possibilità di accesso agli strumenti digitali a persone con difficoltà motorie.

Ma, come sottolineato dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, il valore dell’esperienza va ben oltre l’aspetto tecnico. Secondo il CNDDU, esiste infatti una differenza sostanziale tra la semplice realizzazione di un dispositivo tecnologico e la costruzione di una concreta opportunità di partecipazione sociale. In questo caso, il progetto sviluppato dagli studenti del “Cicerone” rappresenta un esempio di innovazione orientata all’inclusione e all’abbattimento delle barriere che limitano autonomia e partecipazione.

Il Coordinamento evidenzia inoltre come troppo spesso l’innovazione venga raccontata esclusivamente attraverso prestazioni e sviluppo tecnologico, senza interrogarsi sul suo reale impatto nella vita delle persone. Da qui il richiamo al ruolo della scuola, chiamata non solo a formare competenze tecniche, ma anche a promuovere una riflessione etica sul senso dell’innovazione.

Nel documento diffuso dal CNDDU viene ricordato che l’accessibilità costituisce un principio strettamente legato al diritto all’uguaglianza sostanziale sancito dall’articolo 3 della Costituzione italiana e ai principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Le tecnologie assistive, in questa prospettiva, diventano strumenti attraverso cui rendere concreti i diritti e favorire una società più inclusiva.

Apprezzamento è stato espresso anche per le parole della dirigente scolastica Antonella Vairo, che ha evidenziato l’importanza di percorsi didattici capaci di unire creatività, competenze e sensibilità sociale, e per l’impegno del professor Domenico Lombardi nel promuovere una didattica laboratoriale attenta alle esigenze del mondo contemporaneo.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che iniziative simili possano trovare sempre maggiore spazio nelle scuole italiane, trasformando i laboratori in autentiche “officine di cittadinanza attiva”, dove il sapere tecnico e scientifico si traduca in responsabilità condivisa.

«La vera innovazione – conclude il CNDDU – non è quella che rende il futuro semplicemente più avanzato, ma quella che rende il presente più accessibile, inclusivo e umano».

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