Dal 1° settembre al Complesso Monumentale di San Michele il percorso intensivo promosso da Scena Teatro sulla drammaturgia di Heiner Müller
«Sono Amleto. Sono fatto di sangue». È da queste parole che prende avvio Hamletmachine – La macchina di Amleto più folle che c’è, lo stage intensivo promosso da Scena Teatro e diretto dal regista e attore Antonello De Rosa, dedicato all’opera di Heiner Müller. Dodici giornate e 54 ore di lavoro, tra corpo, voce, ricerca e sperimentazione, per un percorso che punta a mettere in discussione ogni zona di comfort dell’attore.
L’appuntamento è fissato per 1, 2, 3, 7, 8, 9, 14, 15, 16, 23, 24 e 26 settembre 2026, dalle 14 alle 18.30, nella nuova cornice del Complesso Monumentale di San Michele nel centro storico di Salerno. Lo stage nasce grazie alla collaborazione con la Fondazione Carisal.
«Lo stage è dedicato alla figura di Heiner Müller, uno dei più discussi autori tedeschi del dopoguerra – spiega Antonello De Rosa, fondatore di Scena Teatro –. Hamletmachine è la sintesi della sua visione estetica: il percorso didattico e teatrale verterà sul tema della follia e dell’essere umano che non si riconosce più nelle cose che fa. La follia diventa pretesto per affermare la verità, spesso scomoda».
L’opera di Müller, scritta nel 1977, rilegge il mito shakespeariano di Amleto attraverso una scrittura frammentaria, fatta di monologhi e immagini, trasformando la crisi del personaggio in una riflessione sulla società, sulla Storia e sul fallimento delle utopie.
«È un gioco che ci porta a dire la verità, partendo da un testo di denuncia, in cui la Storia espropria i personaggi dalla loro forma classica – continua De Rosa –. È il fallimento delle utopie, la paralisi dell’intellettuale. Nessuno riesce più a dire la verità. Amleto è straordinario perché mette davanti alla verità sia lo spettatore sia il personaggio. È un gioco introspettivo, profondo».
Il lavoro proposto da Scena Teatro punta quindi a un confronto diretto con il testo e con il corpo dell’attore. «Si cercherà di sviscerare questo testo breve, ma molto conciso e ricco di messaggi chiari – sottolinea De Rosa –. È quasi un vomitare la realtà, la veridicità, l’autenticità. Non identificarsi più in questo mondo di finti e di finzioni».
Nella rilettura proposta, la tragedia di Shakespeare dialoga con la disillusione di Müller: il tradimento familiare che attraversa la vicenda di Amleto trova una corrispondenza nel tradimento di una società che ha smarrito regole e riferimenti. «Diventa un tritacarne – osserva De Rosa –. Come si suol dire, si salvi chi può».
Lo stage si svilupperà attraverso una relazione costante tra corpo e creazione artistica, intrecciando drammaturgia contemporanea, tecniche attoriali e sperimentazione dei linguaggi scenici. «Dodici giorni per entrare nella “macchina più folle che c’è”. Per sputare il testo. Per farlo a pezzi. Per ricostruirlo. Niente recite, qui si lavora», evidenzia Pasquale Petrosino, direttore organizzativo dell’iniziativa.
«È uno stage ambizioso, in cui linguaggi e generi si contaminano – aggiunge Petrosino –. Il risultato sarà un’ibridazione radicale, per testare forme d’espressione artistica multiple e aperte. La trama originaria di Hamletmachine, infatti, non è convenzionale, ma si struttura in sequenze di monologhi. Lo script è estremamente denso e aperto ad interpretazioni variegate».
A fare da scenario al percorso sarà quest’anno l’ex Convento di San Michele, edificio storico le cui origini risalgono intorno all’anno Mille, nel cuore del centro storico salernitano, nei pressi delle mura della Cattedrale. La sala degli affreschi diventerà così parte integrante dell’esperienza formativa, in un confronto tra memoria del luogo e contemporaneità.
«La location farà da amplificatore comunicativo allo stage, diventando uno spazio dinamico e vivo – sottolinea Petrosino –. Un dialogo tra storia e contemporaneità, tra universo narrativo e la forza potente del teatro, capace di animare i luoghi di una nuova energia vibrante. Ringraziamo ancora una volta la Fondazione Carisal e il presidente Domenico Credendino per aver creduto in questa esperienza immersiva, tra didattica e nuove visioni».
Scena Teatro, associazione culturale fondata e diretta da Antonello De Rosa, è attiva dal 2003 nel territorio salernitano e nazionale, con il teatro come strumento di ricerca, formazione e sviluppo territoriale. Nel corso degli anni ha promosso in Campania e in altre regioni italiane la diffusione del teatro di ricerca, diventando un riferimento formativo e aggregativo per numerosi giovani.
Accanto alle tecniche recitative, Scena Teatro propone inoltre percorsi dedicati a Dizione e articolazione della parola, Canti e danze popolari, Musical, Movimento scenico e Doppiaggio cinematografico, ampliando il lavoro sulla formazione dell’interprete e sulla contaminazione dei linguaggi.
Antonello De Rosa, classe 1973, lavora in teatro da 37 anni. Tra i riconoscimenti ottenuti figurano il Premio Camilleri e la nomina ad Ambasciatore del Teatro Sociale nel mondo. Esperto della corrente “Ruccelliana” e della nuova drammaturgia teatrale, ha sviluppato una ricerca che ha portato i suoi lavori a essere oggetto di tesi universitarie in ambito teatrale, filosofico, letterario e sociale. È inoltre esperto di teatroterapia.












