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I deputati vogliono un’acquacoltura europea più competitiva

di Federico Martino

Un´acquacoltura europea più forte potrebbe non solo contribuire a soddisfare la crescente domanda da parte dei consumatori, ma anche offrire un’alternativa alla pesca marittima. Tuttavia, secondo una risoluzione adottata giovedì, misure di tutela e salvaguardia sono essenziali per evitare rischi sia per l’ambiente che per la salute pubblica. I deputati ritengono, infatti, che per lo sviluppo del settore siano necessarie regole più chiare, meno burocrazia e investimenti per la ricerca.
La risoluzione presentata da Guido Milana (S&D, IT) e approvata con 420 voti favorevoli, 15 contrari e 7 astensioni, elabora una serie di suggerimenti per la crescita del settore europeo dell’acquacoltura, uno dei meno sviluppati nel mondo.

Regole più trasparenti per le imprese del settore
I deputati sostengono che il settore dell’acquacoltura abbia bisogno di maggiori investimenti, di una pianificazione a lungo termine e di regole più chiare. Pertanto, esortano la Commissione europea a presentare in tempi brevi una proposta di regolamento che consolidi in un testo unico tutta la normativa comunitaria che riguarda il settore.
La futura direttiva, infatti, dovrebbe assicurare criteri comuni di certificazione dei prodotti e fissare dei parametri di base d’impatto ambientale, di utilizzo delle risorse idriche, di alimentazione dei pesci, molluschi e crostacei, di rintracciabilità ed etichettatura del prodotto, nonché di norme in materia di salute dei pesci. L’applicazione delle nuove regole dovrebbe essere affidato agli Stati membri per assicurare il rispetto delle specificità delle diverse aree geografiche e metodi di allevamento.

Più informazione e meno burocrazia
I deputati sottolineano la necessità di introdurre parametri rigorosi sulla qualità e la tracciabilità, anche rafforzando i criteri di etichettatura per i prodotti d’acquacoltura di qualità e d’acquacoltura biologica.
Il successo dell’acquacoltura europea dipenderà in maniera decisiva dalla creazione, a livello nazionale e locale, di un ambiente più favorevole alle imprese, dicono i deputati, che pertanto invitano i governi nazionali a ridurre gli ostacoli burocratici esistenti per ottenere le licenze e concessioni necessarie ad avviare un’attività, ad esempio mediante l’introduzione di sportelli unici che centralizzino in un’unica sede gli oneri amministrativi richiesti agli operatori.

 Finanziamenti: concentrarsi sulla sostenibilità

I deputati ribadiscono la necessità di ulteriori finanziamenti, con una linea di bilancio esclusivamente destinata al futuro Fondo Comunitario per la Pesca, con particolare attenzione alle aziende innovative con minor impatto ambientale. Tali finanziamenti, infatti, dovrebbero essere disponibili solo per il sostegno dei sistemi di acquacoltura eco-sostenibili, che non causano l’impoverimento delle riserve ittiche naturali o l’inquinamento delle acque costiere.
La relazione afferma inoltre che l’acquacoltura europea dovrebbe prediligere le specie erbivore e carnivore che possono svilupparsi con un consumo ridotto di farine e oli di pesce. Infine, i deputati rilevano l´importanza degli aiuti finanziari destinati a indennizzare i danni causati da animali giuridicamente protetti, ritenendoli un elemento indispensabile per lo sviluppo di un’acquacoltura sostenibile, moderna e produttiva.
La risoluzione rappresenta una risposta a una comunicazione della Commissione in materia di acquacoltura e s’inserisce in un più ampio dibattito che è in atto sul futuro della politica europea della pesca.

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