Quando San Francesco parlò ai pesci ad Agropoli

di Giuseppe Conte

I cristiani oggi ricordano San Francesco d’Assisi, figura amata dal popolo per il suo operato.

Francesco, nasce ad Assisi nel 1182, e morirà nella stessa città nel 1226.

Fondò un ordine mendicante, detto poi, in sua memoria “francescano”.

La sua fu una vita umile, scelse la via della povertà e si concesse interamente a Cristo.

E proprio per essere stato servo di Dio, nel 1939, papa Pio XII, insieme a Santa Caterina da Siena, volle elevarlo a patrono d’Italia.

Il “poverello d’Assisi” è una delle figura di maggiore spicco nel panorama cristiano, e a tutt’oggi il suo luogo natale è meta di continui pellegrinaggi, segno dell’immensa devozione che da secoli si tramanda nelle genti.

La sua fu una vita intrinseca di storia e numerose sono le gesta a lui attribuite.

Fra di esse, si ricorda l’evento in cui, secondo la tradizione popolare, il frate parlò ai pesci, e pare lo fece da uno scoglio, nei pressi della cittadina di Agropoli.

Ad oggi, questo scoglio è detto proprio di “San Francesco”, sul quale si erge una croce che sovrasta il mare, come segno di riconoscimento.

Alla sua figura è associata una delle opere più note al mondo, scritta in volgare umbro nel XII sec.:

“Il cantico delle creature”, anche noto come “Il Cantico di Frate Sole”.

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
petialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

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