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Sant’Antonio Abate fra “riti” e “tradizione” nel Cilento

di Giuseppe Conte

La figura di Sant’Antonio Abate, taumaturgo e ritenuto il fondatore del monachesimo cristiano, fu il primo a fregiarsi dell’appellativo “abate”. È un santo molto venerato in Italia e in particolare nel sud. A lui – come accade anche nell’odierno Cilento – sono legati riti e tradizioni special modo quelle che hanno a che fare con il fuoco e con gli animali. Il legame con il “fuoco” ha origini antiche e incalza l’antica credenza secondo la quale il Santo sconfisse le tentazioni demoniache. A tal proposito, veniva definito come “padrone del fuoco” (le fiamme sono simbolo per eccellenza dell’Inferno, dimora del diavolo), curatore di molte malattie, e che genericamente venivano identificate come “fuoco di Sant’Antonio”. Anche l’accostamento agli “animali” domestici, costituisce un elemento molto presente nella sua evoluzione storica e tradizionale. Nella ricorrenza della sua festività, era d’uso accendere un falò e benedire gli animali. Nell’iconografia antoniana spesso l’immagine del Santo è affiancata alle fiamme (simbolo del fuoco) ed un maialino (bestia simbolo fra gli animali domestici). Il “maialino” che accompagna l’immagine del Santo, nel tempo ha originato l’appellativo di “Sant’Antonio cu lu purcieddo”, identificativo ancora rintracciabile nella cultura locale. Nel dialetto nostrano ed anche per ragioni di “distinzioni di culto” rispetto al Santo da Padova, Sant’Antonio Abate spesso viene racchiuso nel  “simpatico diminutivo” di “Sant’Antuono”, fra l’altro toponimo assai diffuso nell’oralità  e che identifica diverse località, molte di esse situate in piena campagna, messo lì forse proprio ad invocare la sua protezione sugli animali e sui campi. Tradizioni e modernità che col tempo sono entrate in conflitto, hanno spazzato via alcuni momenti di vita tradizionale e cultuale legate alla figura di Sant’Antonio Abate; tuttavia la festività del Santo è ancora viva in alcuni centri del Cilento come ad Ortodonico, frazione di Montecorice e alla frazione Sant’Antuono di Torchiara.

 

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