30 Novembre 2025

Mario Persico, il segno: dal 6 dicembre al Museo-FRaC di Baronissi 

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Mario Persico, il segno: dal 6 dicembre al Museo-FRaC di Baronissi 

Sabato 6 dicembre alle ore 18,30 sarà inaugurata la mostra MARIO PERSICO, il segno che propone disegni e tempere, in gran parte inediti, realizzati dall’artista tra il 1949, gli anni del liceo e il 1983. Progettate e curata da Massimo Bignardi, direttore del Fondo Regionale d’Arte Contemporanea Baronissi, la mostra è inserita nel programma, finanziato dalla Regione Campania «Unità Operativa Dirigenziale 50.12.01 “Promozione e Valorizzazione di Musei e Biblioteche” – Direzione Generale 12 “Politiche Culturali e Turismo”, per il2025.

Il percorso espositivo è tracciato da trentacinque opere, provenienti dagli eredi Persico e da collezioni private: si articola nei tre spazi della Galleria dei Frati e presenta, essenzialmente disegni e gouaches realizzate nel periodo di adesione al Movimento dell’Arte Nucleare, vale a dire dal 1956 e fino al 1960, precedute da disegni realizzati nei primi anni di corso presso l’Accademia di Belle Arti a Napoli. L’ultimo segmento è dedicato alle opere realizzate negli anni settanta, chiudendo con un grande pastello, tratto dal ciclo “d’après Courbet” del 1983.

Con la mostra dedicata ai disegni e alle gouaches del  Maestro Mario Persico – scrive Anna Petta, sindaco di Baronissi – il Museo-FRaC Baronissi celebra uno dei grandi artisti, artefice delle neoavanguardie napoletane degli anni cinquanta e sessanta, affermatosi sulla scena internazionale. Per noi è un grande onore e un privilegio esporre  queste opere inedite e, quindi, di notevole valore sul piano del contributo storico-critico che questa mostra offre sia al pubblico degli studiosi, sia a quello che da anni ci segue. Sarà  l’occasione per ammirare una pagina significativa della storia artistica della nostra, ma anche scambiarci gli auguri di un felice Natale e di buon 2026, che sia all’insegna della Pace”.

Nelle opere grafiche di Mario Persico, nei disegni in particolare – rileva Massimo Bignardi nel saggio al catalogo pubblicato per i tipi della Gutenberg Edizioni –,  il passato è rivivificato “in un presente creativo”, come lui stesso aveva ricordato in un testo del 1981. Lo ha fatto sia attenuando l’incidenza del simbolico che cifra i praticabili degli anni sessanta, sia sollecitando maggiormente l’ironia che serpeggia in questi fogli. Non è, però, l’ironia che disegna sulle labbra il sorriso, bensì il suo è “riso patafisico” causticamente pronto ad interrogare la mente, proponendosi ad essa, argomentava Daumal, quale unica “espressione umana dell’identità dei contrari”.

Della stessa natura della sua pittura o meglio in perfetta sincronia è la sua scrittura, in chiave di segno/disegno, resasi pienamente ‘visiva’ nel grande praticabile che è il foglio del “Patapart”: con fronte e retro che si scambiano continuamente, ove la scrittura e l’immagine trovano una loro reciproca continuità.

Questo libro raccoglie un cospicuo numero di disegni realizzati, principalmente, negli anni cinquanta, periodo dell’adesione di Persico al Movimento della pittura nucleare, che l’artista ha raccolto in un unico album: un’altra parte di essi sono oggi conservati, unitamente ai documenti, lettere, scritti e altri disegni, nell’Archivio del ‘900 di Rovereto.

La mostra resterà aperta fino a domenica 18 gennaio 2026.

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