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2 Marzo 2026
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Dopo ‘Le Iene’ il sindaco annuncia la demolizione della casa abusiva: «Dispiace ma scelta di legalità»

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Dopo ‘Le Iene’ il sindaco annuncia la demolizione della casa abusiva: «Dispiace ma scelta di legalità»

Un messaggio personale e politico insieme, pronunciato nel giorno del suo compleanno e dalla casa in cui è nato e cresciuto. È da lì che il sindaco di Lagonegro, Salvatore Falabella, ha scelto di rivolgersi pubblicamente alla comunità per chiarire la vicenda che lo vede coinvolto in relazione a un immobile ereditato dalla madre, finito nei mesi scorsi al centro dell’attenzione mediatica anche con l’arrivo delle telecamere della trasmissione televisiva Le Iene.

Falabella ha spiegato di aver sentito il dovere di fornire chiarimenti non solo per ragioni personali, ma per il ruolo istituzionale che ricopre. Ha ripercorso il proprio percorso politico, ricordando la scelta compiuta tre anni fa, a trent’anni, di candidarsi alla guida della città insieme a un gruppo di amici, ottenendo un ampio consenso. Poco dopo l’elezione, tuttavia, sarebbero iniziate lettere anonime indirizzate a lui, alla maggioranza consiliare e ai familiari, episodi che il primo cittadino ha definito caratterizzati da “cattiveria e disumanità”, tali da trasformare il confronto politico in uno scontro personale.

Entrando nel merito della questione edilizia, il sindaco ha chiarito di aver presentato nel 2024 un’istanza di sanatoria per l’abitazione. Un procedimento che, secondo quanto riferito, ha avuto un iter complesso: inizialmente sembrava percorribile, ma con il passare dei mesi sono emerse difficoltà culminate prima nell’ordinanza di demolizione e poi nel preavviso di diniego notificato il 30 dicembre scorso.

Falabella ha sottolineato di aver sempre rispettato le determinazioni dell’ufficio tecnico comunale, evidenziando però come, a suo dire, alcuni esponenti dell’opposizione consiliare abbiano sfruttato la vicenda sul piano politico. Secondo il sindaco, ci sarebbe stato il tentativo di strumentalizzare il caso per indebolire la maggioranza, arrivando anche a interferire nell’iter amministrativo della pratica di sanatoria, assumendo ruoli che non competono alla politica.

Il primo cittadino ha poi ammesso che, se avesse conosciuto fin dall’inizio le condizioni e l’evoluzione del procedimento, non avrebbe intrapreso quella strada. Il clima attuale, ha spiegato, non garantirebbe decisioni libere da pressioni, condizionamenti o minacce. Per questo motivo ha annunciato la scelta di procedere alla demolizione dell’abitazione, definita come la casa ereditata dalla madre e simbolo delle radici familiari.

Una decisione che Falabella ha collegato al senso di responsabilità verso la comunità: interpretare fino in fondo il mandato ricevuto dai cittadini significa, a suo avviso, aderire ai principi di legalità, correttezza e giustizia, pur vivendo interiormente quella che considera un’ingiustizia. L’esperienza amministrativa di questi quasi tre anni, ha aggiunto, gli ha consentito di comprendere a fondo le criticità legate all’urbanistica e all’edilizia, privata e pubblica. Da qui una riflessione più ampia sul tema dell’abusivismo, che secondo il sindaco dovrebbe essere affrontato senza retorica né pregiudizi, considerando che molti cittadini, in Italia, possono trovarsi coinvolti in modo inconsapevole. Il compito della politica, ha ribadito, non è limitarsi a colpire l’abuso, ma individuare soluzioni concrete.

Nel suo intervento Falabella ha infine invitato a evitare la spettacolarizzazione di vicende complesse e a non alimentare un clima di tensione tra maggioranza e minoranza, che rischia di allontanare la politica dal suo ruolo autentico. In chiusura ha richiamato i valori democratici, affermando che il confronto politico non può trasformarsi in un’arma di distruzione personale, mostrando una delle mura portanti della casa che si appresta a lasciare e spiegando di essere giunto a questa scelta per il solo fatto di aver deciso di candidarsi alla guida della città.

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