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20 Marzo 2026
20 Marzo 2026

Cilento, arresti per usura: arrivano le prime condanne. Tutti i nomi

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Cilento, arresti per usura: arrivano le prime condanne. Tutti i nomi

Si è concluso il primo grado di giudizio per l’inchiesta che negli scorsi anni ha scosso Agropoli, svelando una presunta rete dedita a usura, estorsioni, furti e ricettazione. Il giudice Domenico Valerio Ragucci ha pronunciato la sentenza di primo grado nei confronti dei soggetti finiti nel mirino della Guardia di Finanza, con pene che arrivano fino a sette anni di reclusione.

Le condanne: il verdetto del tribunale

Il verdetto più severo è stato inflitto ad Anna Cesarulo, ritenuta a capo del sodalizio, condannata a sette anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Per altri imputati sono state disposte le seguenti pene:

  • Enzo Cesarulo: 3 anni e 10 mesi di reclusione.
  • Antonietta Marotta: 3 anni e 4 mesi di reclusione.
  • Alberico Dolce: 3 anni e 4 mesi di reclusione.
  • Antonio Dolce: 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Per Enzo Cesarulo, Antonietta Marotta, Alberico Dolce e Antonio Dolce è stata altresì stabilita l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di cinque anni. Il giudice ha inoltre stabilito sanzioni pecuniarie comprese tra 9.000 e 11.000 euro per i condannati, oltre al pagamento delle spese processuali. Sul fronte dei risarcimenti, le cifre complessive ammontano fino a 178.000 euro. L’Associazione Antiracket Antiusura è stata ammessa come parte civile nel corso del giudizio.

È stato invece assolto per non aver commesso il fatto Bruno Marotta. Diverse altre posizioni giudiziarie sono state dichiarate prescritte, e per prescrizione è venuto meno anche il reato di associazione a delinquere semplice, originariamente contestato.

Il sistema dei prestiti usurari e le altre accuse

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle di Agropoli, supportate da un’ampia mole di prove tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché testimonianze dirette, hanno portato alla luce un complesso sistema di prestiti con tassi d’interesse nettamente superiori alle soglie legali, superando il 100% annuo. A carico degli imputati sono state raccolte prove documentali schiaccianti, inclusi assegni, cambiali e ricevute firmate dalle vittime, le quali, in molti casi, erano soggette a gravi minacce ed estorsioni per garantire il recupero dei crediti.

Oltre ai reati di natura finanziaria, l’inchiesta ha esteso il suo raggio d’azione anche su presunti episodi di ricettazione e furti, commessi ai danni di gioiellerie e altre attività commerciali operanti sul territorio di Agropoli e zone limitrofe, delineando un quadro criminale articolato.

Annunciato il ricorso in appello

La battaglia legale, tuttavia, non si conclude con questa sentenza di primo grado. L’avvocato Antonio Mondelli, legale rappresentante di Anna Cesarulo e Antonio Dolce, ha già comunicato l’intenzione di presentare ricorso in appello contro le condanne emesse, annunciando così l’apertura di un nuovo capitolo giudiziario per la vicenda.

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