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10 Aprile 2026
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Neuroradiologia interventistica, a Salerno il XIX Corso nazionale: innovazione, ricerca e reti per l’ictus cerebrale

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Neuroradiologia interventistica, a Salerno il XIX Corso nazionale: innovazione, ricerca e reti per l’ictus cerebrale

È in corso oggi e domani, venerdì 10 e sabato 11 aprile, presso il Lloyd’s Baia Hotel, il XIX Corso di Neuroradiologia Interventistica, appuntamento di rilievo nel panorama scientifico nazionale dedicato all’aggiornamento e al confronto multidisciplinare sulle più recenti innovazioni del settore.

L’evento è organizzato sotto la responsabilità scientifica del prof. Luigi Cirillo (IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna – Ospedale Bellaria), in collaborazione con la UOC di Neuroradiologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, diretta dal dott. f.f. Daniele Giuseppe Romano.

Innovazione e ricerca al centro del confronto scientifico

L’edizione di quest’anno pone al centro il tema dell’evoluzione delle tecniche interventistiche e della diagnostica avanzata, con particolare attenzione all’organizzazione delle reti assistenziali per le patologie tempo-dipendenti, come l’ictus cerebrale, e per le patologie neurologiche complesse e rare.

Un focus specifico riguarda anche l’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica, oggi sempre più integrata nei percorsi diagnostici e terapeutici.

Dal 1998 a oggi: una trasformazione radicale della disciplina

Dalla prima edizione del 1998, la neuroradiologia interventistica ha conosciuto una profonda trasformazione. Le tecniche oggi consentono di trattare patologie vascolari cerebrali un tempo considerate inoperabili, mentre i progressi nella diagnostica e nel monitoraggio hanno migliorato in modo significativo sicurezza ed efficacia delle terapie.

Centrale, viene sottolineato, è anche il ruolo sempre più strutturato della neuroradiologia nei team multidisciplinari, in collaborazione con le altre specialità cliniche e chirurgiche, e l’integrazione tra attività ambulatoriale, diagnostica e interventistica.

Ictus cerebrale e trombectomia: il fattore tempo è decisivo

Tra i temi principali del corso resta prioritario l’ictus cerebrale, per il quale la neuroradiologia interventistica rappresenta oggi uno dei pilastri terapeutici grazie alla trombectomia meccanica, considerata una delle procedure più efficaci della medicina moderna.

Secondo i dati del Programma Nazionale Esiti (PNE) di Agenas, in Campania si registra un incremento costante delle procedure interventistiche: negli ultimi due anni il ricorso alla trombectomia meccanica è aumentato in modo significativo, con una crescita stimata tra il 15 e il 18% nell’ultimo anno.

Nel complesso, i centri hub dell’area metropolitana di Napoli eseguono oggi circa 700-800 procedure neurovascolari l’anno, con oltre 500 trombectomie meccaniche, mentre il polo hub di Salerno ha superato le 190 procedure nel 2025, rafforzando il proprio ruolo nella rete regionale stroke.

Parallelamente, si registra un miglioramento dei tempi di intervento (“door-to-needle” e “door-to-puncture”), in linea con il principio “time is brain”, secondo cui la rapidità d’azione è determinante per l’esito clinico.

Tecnologia e organizzazione: i nuovi investimenti

I risultati raggiunti sono stati resi possibili anche grazie al potenziamento delle risorse umane e tecnologiche, con investimenti mirati su angiografi biplanari di ultima generazione, aggiornamento di risonanza magnetica e tomografia computerizzata, e introduzione di sistemi di intelligenza artificiale per l’analisi automatizzata delle immagini di perfusione cerebrale.

Questi strumenti consentono diagnosi più rapide e percorsi terapeutici sempre più personalizzati e tempestivi.

Accanto all’innovazione tecnologica, cresce l’attenzione all’umanizzazione delle cure e al rapporto medico-paziente. L’attività ambulatoriale viene indicata come elemento chiave per accompagnare i pazienti nei percorsi diagnostici e terapeutici, migliorando comprensione, consapevolezza e continuità assistenziale.

“Il Corso non è solo un momento di aggiornamento – sottolineano gli organizzatori – ma il motore di una rete professionale che unisce neuroradiologi a livello nazionale e internazionale, integrando esperienza clinica, innovazione tecnologica e capacità organizzativa per garantire a ogni paziente il miglior trattamento possibile”.

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