Un importante incontro si è svolto questo pomeriggio in Regione Campania, presso la V Commissione Permanente – Sanità e Sicurezza Sociale, per affrontare la delicata questione relativa al Punto Nascita dell’ospedale “Immacolata” di Sapri. La vicenda, che da mesi tiene con il fiato sospeso i cittadini del Golfo di Policastro e del Basso Cilento, ha visto il sindaco di Sapri, Antonio Gentile, presentare una richiesta formale per la revoca della delibera di Giunta regionale che ne aveva stabilito la chiusura.
La richiesta di revoca e la fuoriuscita dal piano di rientro
L’incontro, fortemente voluto dal sindaco Gentile, è stato prontamente accolto dal presidente della V Commissione, Loredana Raia, e da tutti i suoi componenti. Durante la seduta, il primo cittadino di Sapri ha sollecitato l’interessamento della Commissione affinché venga annullato il provvedimento regionale. La base della sua richiesta risiede nella recente fuoriuscita della Regione Campania dal Piano di Rientro.
Questa condizione rappresenta un punto cruciale. Per anni, diverse regioni italiane sono state sottoposte a Piani di Rientro, meccanismi volti a risanare i deficit sanitari, spesso comportando tagli e razionalizzazioni dei servizi, inclusa la chiusura di punti nascita considerati non in linea con determinati parametri numerici o strutturali. L’uscita da tale piano conferisce alla Regione Campania maggiore autonomia e flessibilità nella gestione delle proprie risorse e nella pianificazione dei servizi sanitari, permettendo, secondo il sindaco Gentile, di riconsiderare decisioni prese in un contesto di vincoli economici più stringenti.
Investimenti per la struttura ospedaliera
Oltre alla revoca della delibera, il sindaco Gentile ha posto l’accento sulla necessità impellente di “congrui investimenti in termini di struttura e infrastruttura” per l’ospedale “Immacolata” di Sapri. Questa richiesta sottolinea l’importanza di potenziare la struttura non solo per il Punto Nascita, ma per l’intera offerta sanitaria del presidio ospedaliero, che serve un vasto territorio. L’adeguamento delle infrastrutture e l’aggiornamento delle dotazioni tecnologiche sono ritenuti fondamentali per garantire servizi efficienti e sicuri alla popolazione del Golfo di Policastro e del Basso Cilento.
Il potenziamento dell’ospedale è visto come un passo essenziale per rispondere alle esigenze sanitarie di un’area geograficamente complessa, spesso caratterizzata da difficoltà di accesso a servizi specialistici e da tempi di percorrenza considerevoli per raggiungere centri più grandi. La chiusura di un servizio essenziale come il Punto Nascita avrebbe un impatto significativo sulla qualità della vita e sulla sicurezza delle future madri e dei neonati della zona, costretti a spostarsi altrove per un evento così delicato.
Le implicazioni per i cittadini
La questione del Punto Nascita di Sapri è percepita come una priorità per la comunità locale. La sua eventuale chiusura non rappresenterebbe solo la perdita di un servizio, ma anche un simbolo di depauperamento dell’offerta sanitaria territoriale. Il mantenimento e il potenziamento di strutture come l’ospedale “Immacolata” sono considerati vitali per la tutela del diritto alla salute e per lo sviluppo socio-economico dell’intera area. L’impegno del sindaco Gentile e l’attenzione della Commissione Sanità regionale riflettono la crescente consapevolezza dell’importanza di bilanciare le esigenze di bilancio con la garanzia di servizi essenziali per i cittadini.












