Scoppia il caso all’Università degli Studi di Salerno dopo alcune segnalazioni anonime pubblicate dalla pagina Instagram Instagram “Spotted Unisa”. Diversi messaggi inviati da studentesse parlano di comportamenti insistenti e domande personali rivolte da uomini che si sarebbero presentati come addetti alla sorveglianza nei pressi del terminal bus e di alcune biblioteche del campus universitario.
Le testimonianze, condivise nelle stories e nei post della pagina social seguita da migliaia di studenti, descrivono episodi avvenuti soprattutto nelle ore serali o nei momenti di minore affluenza all’interno dell’ateneo. Le ragazze raccontano di approcci inizialmente “innocui”, degenerati poi in domande considerate invasive su vita privata, relazioni sentimentali, luoghi di residenza e orari degli spostamenti.
“Mi hanno importunata arrivando a chiedere domande personali”, scrive una studentessa, invitando le altre ragazze a spostarsi in gruppo nell’area del terminal. Un’altra testimonianza riferisce di uomini che, dopo aver chiesto informazioni sul biglietto del pullman, avrebbero iniziato a prendere confidenza “in modo alquanto viscido”.
Nei messaggi pubblicati emergono racconti simili: c’è chi sostiene di essere stata interrogata su dove abitasse, se fosse fidanzata o quale dipartimento frequentasse, e chi racconta di aver provato disagio durante il tirocinio svolto in biblioteca. Alcune ragazze parlano apertamente di atteggiamenti inquietanti, descrivendo risate, battute fuori luogo e continue richieste personali nel giro di pochi minuti.
“È una storia che va avanti da molto tempo”, scrive una studentessa, mentre un’altra racconta di aver già segnalato episodi analoghi lo scorso anno. In alcune testimonianze si fa riferimento a uomini tra i 30 e i 40 anni che si sarebbero qualificati come addetti alla sorveglianza del campus.
La vicenda ha rapidamente acceso il dibattito all’interno della comunità universitaria e sui social. Da una parte c’è chi parla di comportamenti molesti e chiede maggiore sicurezza nelle aree comuni dell’ateneo, dall’altra chi invita a non trasformare automaticamente approcci insistenti in accuse più gravi.
Sulla questione è intervenuto il rettore dell’Università di Salerno, Virgilio D’Antonio, annunciando verifiche interne dopo quanto emerso online. L’Ateneo ha ribadito il proprio impegno per garantire un ambiente sicuro e rispettoso per studenti e personale universitario, ricordando anche l’attivazione di uno sportello antiviolenza e di ascolto dedicato alla prevenzione di molestie e discriminazioni.












