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13 Maggio 2026
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Eboli e Capaccio Paestum: attenzione alla truffa del «pennello» sulla variante

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Eboli e Capaccio Paestum: attenzione alla truffa del «pennello» sulla variante

Un nuovo allarme sicurezza è stato lanciato sul territorio della Piana del Sele, dove negli ultimi giorni è stata segnalata una recrudescenza della cosiddetta “truffa del pennello”. Si tratta di un raggiro ingegnoso e intimidatorio, architettato per estorcere denaro contante agli automobilisti in transito lungo le principali arterie stradali che connettono i comuni di Eboli e Capaccio Paestum. Le autorità locali e le testimonianze raccolte invitano alla massima cautela, descrivendo un modus operandi ben consolidato da parte di una banda che opera in questa specifica area.

La dinamica del raggiro: come agiscono i malviventi

Secondo le numerose testimonianze pervenute, i malviventi operano con un copione preciso, concentrandosi in particolare sulla variante stradale che si estende dalla rotonda del bivio di Santa Cecilia fino all’ingresso di Eboli. La metodologia prevede che una vettura, nello specifico una Toyota Yaris di colore bianco, rallenti vistosamente e in modo inatteso davanti alla vittima designata. Questa manovra ha lo scopo di costringere l’automobilista che segue a effettuare un sorpasso.

È proprio durante questa fase che scatta l’azione principale del raggiro: i truffatori stringono repentinamente la carreggiata, simulando un lieve contatto o un danno alla loro auto, e intimano con fare aggressivo all’automobilista di fermarsi. Una volta che la vittima accosta, i soggetti si presentano come falsi carrozzieri o, in alcuni casi, come semplici automobilisti che avrebbero subito un danno, e propongono di risolvere la questione privatamente. L’obiettivo è estorcere una somma di denaro contante sul posto, evitando presunte complicazioni burocratiche. Per accentuare la pressione e indurre la vittima ad accettare, i toni si fanno minacciosi: “Provano a spaventarvi dicendo che chiamano la stradale e vi fanno sequestrare la patente”, una frase che ricorre spesso nei racconti delle vittime.

I dettagli sui presunti truffatori e l’auto sospetta

Sull’auto sospetta, la Toyota Yaris bianca già menzionata, sono stati avvistati tre individui. La descrizione fornita dalle vittime indica un giovane alla guida, affiancato da una donna che tiene in braccio una bambina sul lato passeggero. Un terzo soggetto, un altro ragazzo, si trovava seduto sui sedili posteriori del veicolo. Un particolare distintivo, considerato rilevante per una eventuale identificazione da parte delle forze dell’ordine, riguarda i due uomini, che presenterebbero entrambi dei tatuaggi sul volto. Questi elementi sono cruciali per aiutare gli automobilisti a riconoscere i potenziali aggressori e a prendere le dovute precauzioni.

Come difendersi dalla truffa del pennello

Le raccomandazioni per evitare di cadere in questo tranello sono chiare e precise. La prima e più importante indicazione è quella di non fermarsi in zone isolate o poco frequentate, soprattutto se si percepisce una situazione sospetta. Se si viene avvicinati o si subiscono intimidazioni, è fondamentale proseguire la marcia fino a raggiungere un luogo affollato, dove la presenza di altre persone può scoraggiare i malviventi. In alternativa, o contestualmente, è imperativo chiamare immediatamente le forze dell’ordine, come la Polizia Stradale o i Carabinieri, segnalando l’accaduto.

Come riferito da chi si è trovato faccia a faccia con i truffatori, l’invito è a non cedere alle intimidazioni e a mantenere la calma: “Non fermatevi oppure temporeggiate e telefonate qualcuno, oppure dite che volete chiamare la Polizia Stradale e che non vi interessa se vi tolgono la patente”. La prontezza nel chiedere aiuto è un deterrente efficace. Un episodio recente ha visto i malviventi dileguarsi solo dopo l’arrivo fortuito di altri automobilisti, dimostrando che la presenza di testimoni e la tempestività nella richiesta di soccorso rimangono le difese più valide contro questa tipologia di raggiro.

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