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17 Giugno 2026
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Castelnuovo Cilento: Codici chiede intervento di Soprintendenza e Ministero per il castello medievale

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Castelnuovo Cilento: Codici chiede intervento di Soprintendenza e Ministero per il castello medievale

L’Associazione Codici ha inviato una formale segnalazione alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino e al Ministero della Cultura chiedendo un’ispezione immediata e l’avvio delle procedure necessarie per interventi di manutenzione sul Castello Medievale e sulla Torre Angioina di Castelnuovo Cilento, monumenti simbolo del borgo cilentano che, secondo l’associazione, versano in uno stato di «grave degrado».

Nella segnalazione, Codici ricorda che il castello, rimasto disabitato dal 1860 e ridotto a rudere nella prima metà del Novecento, è stato recuperato grazie al finanziamento pubblico concesso dallo Stato attraverso la legge n. 1552 del 21 dicembre 1961, con lavori avviati nel 1966. Circostanza emersa dalla documentazione acquisita presso gli uffici competenti.

Secondo quanto riportato dall’associazione, la normativa e la successiva convenzione ministeriale del 5 ottobre 1972 prevedevano che, in cambio dei fondi destinati al restauro, la proprietà privata garantisse l’apertura stabile del complesso al pubblico. Un obbligo che, sempre secondo Codici, non sarebbe stato rispettato, nonostante numerosi solleciti inviati dalla Soprintendenza e dal Comune di Castelnuovo Cilento fino al 2005.

L’associazione segnala inoltre un progressivo deterioramento delle strutture. Attraverso un monitoraggio fotografico comparativo, Codici afferma di aver documentato l’assenza di manutenzione ordinaria da oltre vent’anni. In particolare, la facciata della torre risulterebbe interessata da una diffusa presenza di vegetazione infestante e rampicante che, con l’azione delle radici, avrebbe già provocato danni alla muratura storica e potrebbe causare ulteriori lesioni.

Tra le criticità evidenziate figurano anche il crollo di un merlo sulla sommità della torre e la presenza di altre parti lesionate considerate a rischio distacco.

“Non possiamo tollerare che un bene monumentale di enorme valore, strappato all’oblio grazie ai soldi dei contribuenti, venga lasciato deperire nel silenzio e nell’inaccessibilità”, dichiara Massimo Carleo di Codici.

Con la segnalazione trasmessa agli enti competenti, l’associazione chiede di disporre un’ispezione urgente per verificare i danni provocati dall’incuria e dalla vegetazione infestante, di ordinare alla proprietà l’immediata esecuzione degli interventi di rimozione delle piante e di restauro del monumento, valutando, in caso di persistente inerzia, l’esecuzione d’ufficio in danno del privato o l’espropriazione per finalità di valorizzazione.

Codici chiede inoltre di ridefinire d’ufficio le modalità di apertura al pubblico del castello, con l’obiettivo di restituire il bene alla comunità di Castelnuovo Cilento, ai cittadini e ai visitatori.

L’associazione conclude dichiarandosi pronta ad avviare ulteriori azioni e confidando nell’attenzione e nella sensibilità delle istituzioni competenti.

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