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9 Luglio 2026
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Omicidio Vassallo, processo rinviato al 2 novembre: giudice a latere incompatibile

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Omicidio Vassallo, processo rinviato al 2 novembre: giudice a latere incompatibile

Si è conclusa dopo pochi minuti la prima udienza del processo per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica assassinato il 5 settembre 2010. Il procedimento, in corso davanti al Tribunale di Salerno, è stato rinviato al prossimo 2 novembre a causa dell’incompatibilità della giudice a latere.

Alla sbarra, con le accuse di concorso in omicidio e traffico di stupefacenti, siedono l’ex carabiniere Lazzaro Cioffi e l’imprenditore Giuseppe Cipriano. Giovanni Cafiero è invece imputato esclusivamente per il reato di traffico di droga.

Nel corso dell’udienza, dopo la costituzione delle 19 parti civili, la presidente della Terza Sezione della Corte d’Assise, Gabriella Passaro, ha comunicato che la giudice a latere Dolores Zarone si è astenuta dal procedimento avendo preso parte, in precedenza, ad alcune fasi delle indagini. Una circostanza che ha determinato la sua incompatibilità a proseguire nel collegio giudicante. Per questo motivo il fascicolo passerà dalla Terza alla Seconda Sezione della Corte d’Assise e il dibattimento prenderà il via il 2 novembre. Si tratta di un rinvio dovuto esclusivamente a un aspetto tecnico, che non inciderà sull’iter del processo.

A chiarire la natura dello slittamento è stato Silverio Sica, uno dei legali della famiglia Vassallo. «Le motivazioni del rinvio sono esclusivamente di natura tecnica. Uno dei componenti togati della Corte aveva adottato alcuni provvedimenti nel corso delle indagini e ciò ne determinava una condizione di incompatibilità con la prosecuzione del processo», ha spiegato.

L’avvocato ha poi richiamato l’attenzione sulle recenti decisioni che hanno riguardato altri imputati nell’inchiesta. «Quanto al proscioglimento del colonnello Cagnazzo e all’assoluzione di Ridosso, va ricordato che entrambe le decisioni sono ancora sub iudice, essendo state appellate dalla Procura. Il materiale investigativo resta lo stesso e noi continuiamo ad avere piena fiducia nell’impianto accusatorio. Ho scelto di assistere la famiglia del sindaco Angelo Vassallo nella convinzione che la pista investigativa seguita sia quella corretta e che abbia portato all’individuazione delle persone ritenute responsabili. Continueremo, quindi, a lavorare affinché emerga la verità. È evidente che il percorso presenta delle difficoltà, anche alla luce delle decisioni di proscioglimento e assoluzione intervenute nei confronti del colonnello Cagnazzo e di Ridosso, ma questo non modifica le nostre convinzioni».

Amarezza anche nelle parole di Massimo Vassallo, fratello del “sindaco pescatore” e vicepresidente della Fondazione a lui dedicata. «Dopo sedici anni di battaglia siamo profondamente stanchi. Anche oggi il processo si è fermato per una situazione che, con una diversa organizzazione, poteva essere evitata. Continuano a verificarsi episodi che rendono questo procedimento sempre più difficile da comprendere. Nonostante tutto, la nostra fiducia nella giustizia non è mai venuta meno, grazie al lavoro di magistrati, investigatori e uomini dello Stato che hanno dedicato anni alla ricerca della verità sull’omicidio di Angelo Vassallo».

Massimo Vassallo ha quindi rivolto un appello affinché il procedimento possa proseguire senza ulteriori ostacoli: «Chiediamo che venga garantito un percorso processuale lineare e trasparente, senza ulteriori anomalie. È necessario che le istituzioni assicurino il corretto svolgimento del processo, nel rispetto della vittima, della sua famiglia e dell’opinione pubblica. Vogliamo solo arrivare, finalmente, alla verità e alla giustizia».

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