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13 Luglio 2026
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Giustizia: Consulta, lo sconto di pena per chi svolge lavori di pubblica utilità decide il magistrato di sorveglianza

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Giustizia: Consulta, lo sconto di pena per chi svolge lavori di pubblica utilità decide il magistrato di sorveglianza

La Corte ha chiarito un importante aspetto dell’esecuzione penale: la decisione sulla concessione della liberazione anticipata, e quindi dello sconto di pena, nei confronti di chi sta eseguendo una pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità, spetta al magistrato di sorveglianza.

La Consulta ha infatti dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate sugli articoli 69 e 69-bis dell’ordinamento penitenziario. Il dubbio nasceva dalla recente riforma delle pene sostitutive, che ha ampliato il ricorso al lavoro di pubblica utilità in sostituzione delle pene detentive brevi. Secondo il giudice rimettente sarebbe stato più coerente attribuire il potere di concedere la liberazione anticipata al giudice dell’esecuzione, già competente per la gestione della pena sostitutiva, anziché al magistrato di sorveglianza.

La Corte costituzionale ha però escluso qualsiasi contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione. I giudici hanno osservato che la liberazione anticipata rappresenta un istituto strettamente collegato alla valutazione del percorso rieducativo del condannato. Si tratta di una verifica che, per tradizione e competenza, appartiene al magistrato di sorveglianza, organo specializzato nell’apprezzare la partecipazione del detenuto o del condannato al processo di risocializzazione.

La decisione conferma quindi che non è decisiva la tipologia della pena in esecuzione, ma la natura della valutazione richiesta. Lo sconto di pena non costituisce un automatismo, bensì il riconoscimento dell’effettiva adesione del condannato al percorso rieducativo previsto dall’articolo 27 della Costituzione.

La sentenza consolida inoltre il ruolo della magistratura di sorveglianza quale garante della finalità rieducativa della pena, evitando una frammentazione delle competenze che potrebbe generare decisioni non uniformi. Pur nell’ambito delle nuove pene sostitutive introdotte dalla riforma, resta dunque fermo il principio secondo cui la valutazione sul merito del comportamento del condannato e sull’eventuale riduzione della pena compete al giudice specializzato in materia di esecuzione penitenziaria.

La pronuncia rappresenta un ulteriore tassello nell’assestamento interpretativo della riforma Cartabia, confermando la centralità del magistrato di sorveglianza nelle decisioni che incidono concretamente sulla durata della pena e sul percorso di reinserimento sociale del condannato.

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