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28 Agosto 2026
28 Agosto 2026

Auto clonate da Salerno alla Tunisia, sequestri al porto di Palermo

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Auto clonate da Salerno alla Tunisia, sequestri al porto di Palermo

Due auto di alta gamma per un valore complessivo di circa 150mila euro sono state sequestrate dagli agenti della Polizia di Frontiera Marittima di Palermo poco prima dell’imbarco verso la Tunisia. Uno dei veicoli, una BMW XM 50, aveva iniziato il proprio viaggio marittimo da Salerno. Due cittadini libici sono stati denunciati per riciclaggio, falso e contraffazione.

I controlli eseguiti nello scalo palermitano hanno permesso di accertare, secondo la ricostruzione degli investigatori, che i veicoli erano stati trasformati in veri e propri cloni di automobili regolarmente circolanti, utilizzando targhe e documentazione apparentemente compatibili con marca e modello.

L’operazione è scaturita dai controlli approfonditi effettuati su passeggeri, bagagli e veicoli in transito nel porto.

La BMW partita da Salerno con targa provvisoria olandese

L’attenzione degli agenti si è concentrata inizialmente sulla BMW XM 50, imbarcata a Salerno con una targa provvisoria olandese e diretta a Tunisi.

A un primo esame, sia l’auto sia i documenti di circolazione apparivano regolari. Gli operatori hanno però deciso di approfondire le verifiche sui numeri di telaio punzonati nel vano motore e sulla documentazione.

Gli accertamenti hanno fatto emergere diverse anomalie. In particolare, risultavano alterati o mancanti alcuni degli elementi di sicurezza utilizzati per l’identificazione dei veicoli.

Tra questi l’OVI, Elemento Otticamente Variabile, posizionato sulla parte posteriore: sui mezzi sottoposti a controllo il chip presentava un’incisione lungo il perimetro, elemento ritenuto indicativo di una possibile manomissione o sostituzione.

Le targhe straniere risultavano coerenti con marca e modello delle vetture, mentre i numeri di telaio non coincidevano con quelli reali presenti nelle banche dati.

Ulteriori anomalie sono state riscontrate nelle targhette adesive con i codici alfanumerici, normalmente posizionate sul montante tra le portiere, che apparivano applicate in modo obliquo o disallineato.

La Lexus e il telaio appartenente a un’auto circolante in Italia

Le verifiche hanno interessato anche una Toyota Lexus, sulla quale le alterazioni sarebbero state ancora più evidenti.

Sul lato del conducente erano presenti tracce di scasso, mentre alcune plastiche del cruscotto risultavano parzialmente rimosse e sotto lo sterzo erano visibili cavi elettrici.

Anche le etichette identificative sul montante apparivano scollate. Gli agenti hanno inoltre notato adesivi in lingua italiana sul parabrezza, elemento considerato incoerente rispetto alla presenza di targhe e documenti di circolazione stranieri.

La ricostruzione della storia dei veicoli, effettuata risalendo allo stabilimento di produzione, alle concessionarie e ai reali locatari o acquirenti, avrebbe mostrato discrepanze rispetto alle informazioni fornite dai due uomini sottoposti al controllo.

L’incrocio dei dati attraverso il Sistema d’Indagine, SDI, ha inoltre consentito di collegare targhe autentiche ad automobili risultate rubate o sottratte attraverso appropriazione indebita.

Nel caso della Lexus, il telaio utilizzato per creare il clone corrispondeva a quello di una vettura identica per marca, modello e colore, intestata a un cittadino italiano che continuava a circolare regolarmente sul territorio nazionale.

I due veicoli e i relativi documenti contraffatti sono stati sequestrati. I due cittadini libici sono stati denunciati nell’ambito dell’indagine che ha consentito di interrompere il trasferimento delle automobili verso il Nordafrica.

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