Nuovo capitolo giudiziario sull’affidamento dei lavori per il sottopasso ferroviario di Capaccio Paestum. La Procura di Salerno ha chiesto il rinvio a giudizio di sette persone nell’ambito di uno stralcio dell’indagine sugli appalti che aveva coinvolto, tra gli altri, l’ex sindaco Franco Alfieri. Al centro degli accertamenti c’è una procedura del valore di circa 7 milioni di euro, finanziata dalla Regione Campania e relativa alla viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria.
La richiesta riguarda Andrea Campanile, indicato come titolare della Cogea Impresit srl, Nicola Ausilio, Giani Vito Bello e Rup Federica Turi. Coinvolti inoltre Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo, componenti della commissione che assegnò l’appalto alla Cogea, oltre allo stesso Alfieri. L’udienza preliminare è fissata per il 16 novembre davanti al gup del Tribunale di Salerno Benedetta Rossella Setta.
Secondo l’impostazione accusatoria del pm Alessandro Di Vico, Alfieri e Ausilio avrebbero concordato preventivamente l’esito della gara. Gli inquirenti contestano anche presunte anomalie nella gestione della documentazione tecnica e nella valutazione delle offerte. La Cogea avrebbe ottenuto un punteggio superiore nonostante un ribasso economico dell’8,7%, a fronte del 17,23% proposto dalla seconda classificata. Turi, secondo la Procura, avrebbe fornito informazioni sulla procedura e monitorato l’andamento del bando. Si tratta di contestazioni ancora da sottoporre al vaglio del giudice: per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.












