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21 Settembre 2026
21 Settembre 2026

Radioterapia in Campania, il Tar sospende i tetti di spesa 2026

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Radioterapia in Campania, il Tar sospende i tetti di spesa 2026

Il Tar della Campania ha sospeso i tetti di spesa 2026 per le prestazioni di radioterapia, accogliendo in via cautelare l’istanza presentata dall’Istituto Polidiagnostico D’Agosto nei confronti della Regione Campania e dell’Asl Salerno. Il decreto monocratico congela l’efficacia della delibera regionale fino alla camera di consiglio del 6 ottobre.

Il provvedimento si inserisce nel contenzioso già avviato da diverse strutture sanitarie del territorio e segue decisioni analoghe assunte nell’ambito di circa una decina di altri ricorsi.

Il decreto del Tar sui budget per la radioterapia

Al centro della controversia c’è la delibera regionale numero 461 del 6 agosto, con la quale erano stati definiti i budget destinati alle prestazioni radioterapiche erogate dalle strutture private accreditate.

La sospensione interessa anche gli atti conseguenti e l’iter dell’Asl Salerno relativo alla stipula dei contratti.

Il presidente della Nona sezione del Tar, Guglielmo Passarelli Di Napoli, ha rilevato la complessità delle questioni sottoposte al tribunale e la presenza dei presupposti di estrema gravità e urgenza necessari per una misura cautelare, rinviando l’esame collegiale alla camera di consiglio.

Secondo gli avvocati Luca Rubinacci e Antonella Villani, che assistono i centri ricorrenti, le risorse individuate dalla Regione non sarebbero sufficienti a coprire il valore delle terapie. I legali indicano uno stanziamento di circa 22 milioni di euro, a fronte di un fabbisogno stimato intorno ai 40 milioni.

Le strutture sanitarie, nonostante le difficoltà economiche denunciate, hanno continuato a garantire le prestazioni ai pazienti oncologici.

Il confronto con la sanità privata accreditata

La questione della radioterapia si colloca in una vertenza più ampia tra la Regione Campania e il comparto della sanità privata accreditata.

Le case di cura segnalano l’incremento dei costi di gestione, tariffe ancora legate ai parametri ministeriali del 2012 e una decurtazione regionale del 10 per cento.

Tra le criticità indicate figura anche la disponibilità di posti letto. Secondo i dati riportati dalle strutture, in Campania la dotazione sarebbe di circa tre posti letto ogni mille residenti, rispetto allo standard di 3,7 previsto dal decreto ministeriale 70 del 2015.

Un quadro che, secondo il comparto, contribuisce anche alla mobilità sanitaria passiva, quantificata in circa 300 milioni di euro all’anno.

Il prossimo passaggio giudiziario è fissato per il 6 ottobre, mentre sul piano istituzionale è previsto un confronto tra le parti per arrivare a una programmazione delle risorse e scongiurare nuovi blocchi nell’erogazione delle prestazioni.

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