L’amministratore delegato delle Fonderie Pisano, Ciro Pisano, e l’advisor dell’azienda, Dino Giordano, hanno partecipato all’incontro che si è tenuto al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) sul futuro dell’azienda e dei lavoratori.
«Apprezziamo il lavoro del MIMIT e del dottore Losego, che ha riconosciuto già da mesi alla vertenza delle Fonderie Pisano un interesse strategico, ha rimesso al centro del tavolo il dovere della politica di guidare i processi di sviluppo di un territorio e di fare tutto ciò che è in suo potere per evitarne l’impoverimento e la perdita di occupazione – commenta Dino Giordano, vicepresidente di Confindustria Salerno e advisor delle Fonderie Pisano – Dopo oltre cinque ore di confronto, alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro, dell’assessore regionale alle Attività produttive Fulvio Bonavitacola, delle organizzazioni sindacali nazionali e territoriali e di una delegazione dei lavoratori, il Ministero ha indicato un metodo chiaro: l’azienda formula una soluzione, gli assessorati la supportano, il MIMIT, con Invitalia, accompagna e monitora ogni fase. Le Fonderie hanno risposto subito e con una scelta di semplificazione: ripresa dell’attività a Fratte, in via temporanea e in tempi certi, con il solo forno elettrico già installato, senza combustione, e dismissione definitiva dei forni a carbone. È la condizione per non perdere i clienti nazionali ed europei che sono il patrimonio di questa impresa, ed è la base per il nuovo insediamento green. Su questo abbiamo chiesto all’assessore Bonavitacola di individuare l’area e all’assessore Pecoraro un iter autorizzativo rapido e definito. Al tavolo l’azienda si è detta pronta ad attivare gli ammortizzatori disponibili per scongiurare i licenziamenti, ad assumere impegni condivisi sui tempi del nuovo stabilimento e ha chiarito che, se il percorso si avvia con la certezza dei tempi, verrebbe meno anche l’interesse a proseguire le azioni giudiziarie in corso. Abbiamo messo sul tavolo tutto ciò che un’impresa può mettere. Il 31 ottobre è vicino: ora la risposta spetta alle istituzioni».












