Le aree interne non sono territori marginali, ma luoghi strategici per l’agricoltura, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile. È il messaggio emerso dalla sesta tappa del roadshow nazionale “Territori che rigenerano: la sostenibilità dalle Aree Interne”, svoltasi ieri a Palazzo Mainenti, a Vallo della Lucania, nell’ambito del percorso promosso da CIA-Agricoltori Italiani e finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare attraverso la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.
L’iniziativa ha riunito esperienze aziendali, rappresentanti del mondo agricolo, istituzioni, consorzi e realtà territoriali per raccogliere proposte e contribuire alla costruzione del Manifesto delle Aree Interne, con l’obiettivo di trasformare le risorse agricole e ambientali in opportunità di reddito, occupazione e permanenza dei giovani nei territori rurali.
Ad aprire i lavori sono stati il commissario regionale CIA Campania, Stefano Di Marzo, il sindaco di Vallo della Lucania, Antonio Sansone, e il presidente del Parco Nazionale del Cilento, Stefano Coccurullo. Il confronto si è articolato in tre tavoli dedicati alle filiere territoriali, ai servizi ecosistemici e alla governance dello sviluppo locale. Dal primo tavolo è emersa la necessità di rafforzare il valore delle produzioni identitarie e la capacità delle imprese di raggiungere mercati più ampi. Costantino Leuci, per Slow Food Campania, ha sottolineato il ruolo delle aree interne nella presenza dei Presìdi Slow Food, evidenziando come questi territori custodiscano un patrimonio di biodiversità e tradizioni produttive di grande valore. Il sindaco di Vallo della Lucania, Antonio Sansone, ha rilanciato la proposta di un marchio identitario condiviso tra i Comuni, capace di unire le produzioni di nicchia e rafforzarne il posizionamento commerciale. Un percorso che, attraverso l’agricoltura, può creare nuove opportunità economiche e contrastare lo spopolamento.
Le testimonianze aziendali hanno mostrato come la diversificazione e la trasformazione delle produzioni possano aumentare il valore aggiunto. Eugenio Bonavoglia, presidente di Anabio CIA Campania, ha illustrato l’esperienza della propria azienda olivicola, che integra la coltivazione con un mini frantoio aziendale e il recupero dei sottoprodotti a fini agronomici. Giuseppe Di Ruberto, allevatore di bovini al pascolo, ha evidenziato le difficoltà di accesso al credito e la necessità di investimenti per avviare la trasformazione del latte attraverso un piccolo caseificio. Il sindaco di Ottati, Elio Guadagno, ha presentato le iniziative comunali per la valorizzazione del fico e il sostegno al comparto zootecnico, con l’obiettivo di offrire ai giovani concrete prospettive di lavoro.
Il secondo tavolo ha affrontato le conseguenze della crisi climatica e la gestione delle risorse naturali. Giuseppe Celano, dell’Università degli Studi di Salerno, ha richiamato l’urgenza di preparare le filiere agricole a condizioni climatiche sempre più difficili, puntando sulla tutela della risorsa idrica, sull’innovazione e su reti capaci di garantire acqua alle aziende. Angela Maffia ha approfondito il tema dei bilanci di sostenibilità nei comparti olivicolo, vitivinicolo e della frutta in guscio, soffermandosi sull’agricoltura di precisione e sulle nuove tecniche di coltivazione per coniugare produttività e tutela ambientale. Nel terzo tavolo, dedicato alla governance territoriale e alle nuove economie, è stata sottolineata l’importanza della collaborazione tra imprese, Gruppi di azione locale e soggetti dello sviluppo territoriale, anche in vista della prossima programmazione. L’obiettivo è costruire progetti aderenti alle esigenze delle aziende, migliorare la competitività, semplificare gli adempimenti burocratici e integrare le produzioni agricole con turismo lento, cammini, cicloturismo e nuovi canali commerciali.
Dai lavori emerge una priorità: fare sistema tra territori, imprese e istituzioni, superando la frammentazione e riconoscendo alle aree interne un ruolo centrale nelle strategie di sviluppo. Accesso al credito, infrastrutture, gestione dell’acqua, innovazione e valorizzazione delle filiere sono condizioni decisive per rafforzare la redditività delle aziende e creare nuove opportunità per le giovani generazioni. Il confronto di Vallo della Lucania contribuirà al percorso nazionale di elaborazione del Manifesto delle Aree Interne, attraverso la raccolta di esperienze e proposte emerse dai tavoli e dalla consultazione digitale. Un lavoro che punta a tradurre le potenzialità del Cilento in azioni concrete per un’agricoltura più sostenibile, competitiva e capace di garantire futuro alle comunità rurali.












