L’associazione chiede più partecipazione, maggiori garanzie per le spiagge libere e modifiche al regolamento del PAD
Rafforzare la tutela delle spiagge libere, garantire un percorso partecipativo nella formazione del Piano Attuativo del Demanio (PAD) e introdurre modifiche al regolamento comunale. Sono queste le principali richieste contenute nelle osservazioni trasmesse da Mare Libero al Comune di Camerota nell’ambito dell’iter di approvazione del nuovo Piano.
L’associazione ricorda di aver inviato, nel settembre 2024, una richiesta di incontro a tutti i sindaci costieri della Campania, richiamando quanto previsto dagli articoli 55, 56 e 57 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), che prevedono il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo Settore nei processi di co-programmazione e co-progettazione dei piani attuativi del demanio marittimo. Secondo Mare Libero, tale percorso rappresenta un obbligo per le amministrazioni e non una semplice facoltà. Camerota, evidenzia l’associazione, non avrebbe dato seguito a quella richiesta.
Per questo Mare Libero propone l’inserimento nel regolamento del PAD di un articolo che impegni formalmente il Comune ad attivare il processo partecipativo previsto dall’articolo 8 del PUAD Campania prima dell’approvazione definitiva del piano.
Tra le osservazioni figura anche la richiesta di modificare alcune definizioni contenute nel regolamento, sostituendo il termine “aree” con “spiagge” e precisando la definizione di “spiagge libere attrezzate”. L’associazione propone inoltre di ridurre da quanto previsto dal testo la durata massima delle manifestazioni temporanee a 15 giorni complessivi per ciascun lotto nell’arco dell’anno e di subordinare l’installazione delle strutture a una specifica autorizzazione.
Particolare attenzione viene dedicata alla disciplina delle spiagge libere attrezzate. Mare Libero chiede che il divieto di preposizionare ombrelloni e lettini prima della richiesta del cliente sia accompagnato da un sistema sanzionatorio efficace, prevedendo, dopo tre violazioni, la decadenza dell’autorizzazione. L’associazione propone inoltre l’installazione di cartellonistica informativa che specifichi la natura di spiaggia libera attrezzata e le relative sanzioni.
Ulteriori modifiche riguardano l’accesso gratuito ai servizi igienici, che dovrebbe essere esplicitamente indicato anche per i non clienti, e la cartellonistica relativa agli accessi pubblici al mare, con il richiamo al diritto di accesso libero e gratuito alla balneazione previsto dalla normativa nazionale.
Tra i punti contestati anche la possibilità di depositare le biomasse di posidonia provenienti dagli stabilimenti sugli arenili liberi. Secondo Mare Libero, tali accumuli dovrebbero essere collocati esclusivamente a monte delle concessioni interessate e mai sulle spiagge libere, per evitare una riduzione degli spazi destinati alla libera fruizione.
L’associazione segnala inoltre che il piano raggruppa le spiagge per ambiti senza valorizzare le caratteristiche dei singoli arenili e senza rappresentare nelle planimetrie gli accessi pubblici al mare. Per questo propone che il PAD individui graficamente tutti gli accessi gratuiti, prevedendone almeno uno ogni 200 metri di costa.
Tra le criticità evidenziate vi è anche la concentrazione di spiagge libere attrezzate nel tratto compreso tra Cala d’Arconte e Capogrosso, dove, secondo Mare Libero, risultano assenti spiagge libere “semplici”. L’associazione chiede che almeno il 50% di quel tratto resti destinato a spiaggia libera non attrezzata.
Sul fronte della pianificazione, Mare Libero osserva inoltre che, pur rispettando formalmente la quota minima del 30% di superficie demaniale destinata alla libera fruizione prevista dal PUAD regionale, le tabelle del PAD evidenzierebbero in alcuni ambiti un fronte mare libero inferiore a tale percentuale. Da qui la proposta di verificare il rispetto del limite facendo riferimento ai metri lineari di fronte mare, ricalcolando le quote per ciascun ambito e lotto.
Infine, l’associazione chiede che il regolamento richiami espressamente l’obbligo di assegnare le concessioni demaniali mediante procedure a evidenza pubblica, nel rispetto della Direttiva Bolkestein e del divieto di rinnovo automatico, precisando che il piano non può costituire titolo per proroghe o rinnovi delle concessioni esistenti.
“È opportuno prevedere elaborati specificamente dedicati alle spiagge libere, che ne garantiscano quantità, qualità e accessibilità, trattandole come patrimonio collettivo e non come semplice residuo delle aree concedibili”, afferma Alessandra Giuliano, coordinatrice regionale di Mare Libero Campania. “Ci troverete sempre in prima fila a tutela della libera fruizione delle spiagge, bene demaniale che troppe istanze contrarie al bene comune cercano di sottrarre al loro scopo primigenio”, conclude.












