Carlo Acutis, aperta la tomba del giovane beato. La mamma: «Ci invita ad avere più fede»

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Foto Mauro Berti
Credits Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino

di Marianna Vallone e Maurizio Troccoli

Quando ieri, alle 12:30, al santuario della Spogliazione ad Assisi, è stata aperta la tomba del giovane beato Carlo Acutis, la commozione non ha lasciato spazio alle parole. Il suo corpo si è presentato incorrotto e il suo volto è risultato sereno. La tomba del giovane milanese, morto a 15 anni nel 2006 a seguito di una leucemia fulminante, è stata aperta ieri per celebrare l’apertura degli eventi che precedono la beatificazione che avverrà nella Basilica di San Francesco di Assisi il 10 ottobre e resterà aperta, e visibile ai fedeli, fino al 17 ottobre. Così i fedeli potranno accompagnarlo al processo di beatificazione.

Commossa la madre, Antonia Salzano: «Siamo emozionati che finalmente la tomba di Carlo sia stata aperta, soprattutto perché i fedeli che Carlo ha sparsi per il mondo saranno in grado di vederlo e di poterlo venerare in modo più forte e coinvolgente. Ci auguriamo che attraverso l’esposizione del corpo di Carlo i fedeli possano elevare con più fervore e fede le preghiere a Dio che attraverso Carlo ci invita tutti ad avere più fede, speranza e amore verso di Lui e verso i nostri fratelli proprio come Carlo ha fatto nella sua vita terrena. Preghiamo che Carlo interceda per tutti noi presso Dio e ci ottenga tante grazie». La famiglia Acutis è stata sempre legata al Cilento. A Centola trascorrevano le vacanze e il giovane Carlo si recava spesso a San Mauro la Bruca per il miracolo eucauristico.

Beatificazione di Carlo Acutis: apertura della tomba e venerazione ad Assisi

Chi è Carlo? (di Maurizio Troccoli)
Un giovane di vita santa – spiega una nota della curia assisana -, morto all’età di 15 anni, nel 2006, che si appresta a salire agli onori degli altari, per la gioia della chiesa ambrosiana, che lo ha visto crescere in età e grazia, e della chiesa assisana, che è diventata la sua comunità di adozione, e custodisce i suoi resti mortali. Il cimitero di Assisi, dove egli è sepolto, in questi anni, è diventato, intorno alla tomba di Carlo, un piccolo luogo di pellegrinaggio da tante parti d’Italia e anche dall’estero. In particolare Assisi ha onorato la sua memoria, con un oratorio a lui dedicato, presso l’antica cattedrale e parrocchia di Santa Maria Maggiore, ora eretta in Santuario della Spogliazione. E’ nato nel 1991 a Londra e deceduto per leucemia fulminante all’ospedale San Gerardo di Monza in tre giorni. Ma perchè si trovano ad Assisi i suoi resti mortali? Due mesi prima di morire (il 12 ottobre 2006), Carlo Acutis aveva registrato un video, ritrovato dai genitori molto tempo dopo: «Sorridendo diceva di essere pronto alla morte e chiedeva di essere sepolto ad Assisi». Un desiderio accolto dalla famiglia. Carlo è stato un appassionato di computer, in molti si chiedevano come facesse a conoscere linguaggi e soluzioni accessibili a chi ha una formazione universitaria in materia. Aiutava i suoi amici, ma era anche un appassionato di volontariato, con i clochard, nelle mense dei poveri, con i familiari delle colf. E’ stato anche catechista e soprattutto un montatore di video e un fervente appassionato alla preghiera, alla messa e alla Comunione.

Il vescovo di Assisi
«In questi anni tanti, anche assisani – dice il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino – , mi chiedevano: ma perché non trasferirne il corpo dal cimitero a una chiesa? Ho ritenuto mio dovere di prudenza aspettare i tempi della Chiesa. Ora essi sono arrivati, dato che anche la traslazione del corpo rientra nell’ordinaria prassi ecclesiale, per quei servi di Dio diventati – come da oggi lo è Carlo – ‘venerabili’, in attesa che un miracolo compiuto per loro intercessione li porti prima al culto liturgico locale col titolo di ‘beati’, e poi al culto liturgico universale col titolo di ‘santi’. È provvidenziale che la “venerabilità” di Carlo sia stata decretata da papa Francesco nell’imminenza del Sinodo per i giovani». Carlo è una figura di ragazzo moderno – recita ancora la nota – , amante delle bellezze della natura e della tecnologia più avanzata, dagli occhi luminosi, dal cuore premuroso verso i poveri, dalla fede centrata sull’amore per Gesù nel suo mistero eucaristico, da lui chiamato ‘autostrada verso il cielo’, dalla tenera devozione per la Vergine Santa e il suo rosario. Assisi lo ha visto tante volte passare per le sue strade. Ho incontrato tante persone che lo hanno conosciuto. L’ammirazione per lui e la devozione sono cresciute in questi anni in tante parti del mondo. Proprio a maggio scorso, nella settimana della Spogliazione, se ne fece un ricordo caldo a cura del rettore del santuario, p. Carlos Acacio, sullo sfondo di una relazione sulla santità tenuta da mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei.

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Messaggio
«La santità – viene a dirci Carlo – non è una realtà lontana. E’ possibile a tutte le età. E’ nient’altro che il quotidiano – è ancora quanto rende noto la curia – trasfigurato dalla bontà e dalla preghiera. E’ la luce di Dio che si riflette nei nostri occhi. E’ un cammino di gioia profonda e vera, che sa anche fare i conti con la sofferenza e con la morte, senza che si spengano la pace e la letizia del cuore. Lo sta dicendo al mondo, da ottocento anni, Francesco d’Assisi, con la sua scelta radicale di spogliarsi della mondanità per vivere di vangelo. Viene a dircelo ora, nella stessa Assisi, questo giovane figlio del nostro tempo. La santità genera santità. È bello che Carlo Acutis, nato lontano da noi, sia stato attirato dalla grazia sulle orme del Santo di Assisi, per intensificare e, se possibile, rendere ancor più attuale il messaggio di santità che si irradia dalla Città Serafica. Assisi gioisce! Il riconoscimento papale per Carlo è una nuova benedizione per la nostra Chiesa particolare e per la città del Poverello. Sia di stimolo a un rinnovamento generale della nostra vita. Aiuti tanti giovani a non lasciarsi irretire da ideali lusinghieri ed effimeri, per trovare ciò che conta davvero e dà gioia al cuore».

Carlo e Assisi
Forte il suo legame con Assisi dove i genitori continuano a essere presenti e dove è attivo proprio nella parrocchia di Santa Maria Maggiore l’oratorio a lui dedicato. «Non è un caso che sia stato scelto il Santuario della Spogliazione per la commemorazione di questo giovane – spiega il vescovo monsignor Sorrentino –: Carlo Acutis ha attualizzato con la sua vita la scelta di Francesco e in qualche modo reso reale l’auspicio del Santo Padre affinché questo nuovo santuario diventi luogo di discernimento per i giovani». Intanto prosegue la causa di Beatificazione e sono in molti ad auspicare che Carlo Acutis, una volta proclamato beato, possa essere riconosciuto patrono di Internet. Così commentò anche monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede.

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