Un territorio che racchiude tremila anni di storia, oltre cento chilometri di costa, montagne che superano i 1.800 metri, borghi medievali, siti archeologici di fama mondiale e una delle tradizioni gastronomiche più celebrate del pianeta. È il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, la seconda area protetta più estesa d’Italia, che si sviluppa nel cuore della Campania meridionale e rappresenta una delle destinazioni più complete del turismo naturalistico e culturale del Mediterraneo.
Istituito nel 1991, il Parco si estende su circa 181 mila ettari e comprende ottanta comuni della provincia di Salerno. Il suo straordinario patrimonio ambientale e storico gli è valso il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, insieme ai siti archeologici di Paestum e Velia e alla Certosa di Padula. Il territorio è inoltre Riserva della Biosfera e Geoparco Mondiale UNESCO, a conferma della sua eccezionale ricchezza paesaggistica e geologica.
Il viaggio nel Cilento non può che iniziare da Paestum, l’antica Poseidonia fondata dai Greci nel VI secolo a.C. I tre maestosi templi dorici – dedicati a Nettuno, Hera e Atena – sono considerati tra i monumenti dell’antichità meglio conservati al mondo. Accanto all’area archeologica, il Museo Nazionale custodisce reperti di straordinario valore, tra cui la celebre Tomba del Tuffatore, unico esempio di pittura funeraria della Magna Grecia giunto quasi integro fino ai nostri giorni.
Proseguendo verso sud si raggiunge Velia, l’antica Elea, patria dei filosofi Parmenide e Zenone. Passeggiare tra le rovine significa ripercorrere la storia della scuola eleatica, visitando la Porta Rosa, uno dei più antichi esempi di arco a tutto sesto dell’architettura greca, l’acropoli e i resti dell’antica città che si affaccia sul Tirreno.
Il mare rappresenta una delle principali attrazioni del Parco. Da Agropoli fino a Sapri, la costa alterna lunghe spiagge sabbiose a spettacolari falesie calcaree, grotte marine e piccole cale raggiungibili soltanto via mare.
Tra le località più conosciute figura Palinuro, dominata dall’imponente Capo Palinuro, dove le escursioni in barca conducono alla scoperta della Grotta Azzurra, della Grotta del Sangue, della Grotta d’Argento e dell’Arco Naturale, uno dei simboli del Cilento.
Poco più a sud, Marina di Camerota custodisce alcune delle spiagge più suggestive del Mediterraneo. Cala Bianca, premiata più volte tra le spiagge più belle d’Italia, e la Baia degli Infreschi offrono acque cristalline, macchia mediterranea e fondali ideali per snorkeling e immersioni. Molte cale sono raggiungibili solo a piedi attraverso sentieri panoramici o con piccole imbarcazioni.
Il fascino del Cilento emerge anche nei suoi borghi storici. Castellabate, inserito tra “I Borghi più belli d’Italia”, conserva il castello medievale, la Basilica di Santa Maria de Gulia e un dedalo di vicoli affacciati sul mare. La località è diventata celebre anche grazie al film Benvenuti al Sud, che ne ha valorizzato il patrimonio paesaggistico.
Da non perdere anche Acciaroli, antico borgo marinaro legato alla figura del biologo americano Ancel Keys, Pioppi, sede del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, Pisciotta, con il suo centro storico in pietra, Morigerati con l’oasi Wwf Grotte del Bussento e Casaletto Spartano, dove si trovano le Cascate dei Capelli di Venere.
L’entroterra offre itinerari altrettanto affascinanti. La monumentale Certosa di San Lorenzo a Padula, tra i più grandi complessi monastici d’Europa, rappresenta uno dei massimi esempi del barocco italiano, con oltre trecento stanze, chiostri monumentali e la celebre scala ellittica.
Gli amanti della natura possono invece esplorare le Grotte di Pertosa-Auletta, unico complesso speleologico italiano visitabile anche in barca lungo un fiume sotterraneo, oppure percorrere i sentieri che conducono sul Monte Cervati, con i suoi 1.899 metri la vetta più alta della Campania. Il Parco ospita faggete secolari, canyon, gole, sorgenti, orchidee spontanee e numerose specie faunistiche, tra cui il lupo appenninico, il gatto selvatico, la lontra, l’aquila reale e il falco pellegrino.
Il Cilento è anche la culla della Dieta Mediterranea, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Fu proprio ad Acciaroli e Pioppi che Ancel Keys elaborò gli studi che dimostrarono i benefici di un’alimentazione basata su olio extravergine d’oliva, cereali, ortaggi, legumi, pesce azzurro e frutta. Oggi il territorio continua a distinguersi per le sue eccellenze agroalimentari, dalla mozzarella di bufala campana ai fichi bianchi del Cilento, dall’olio Dop ai vini prodotti sulle colline affacciate sul Tirreno.
Per visitare il Parco il periodo ideale va dalla primavera all’autunno inoltrato. Maggio, giugno e settembre permettono di apprezzare il territorio con temperature miti e un minore affollamento rispetto all’alta stagione estiva. In pochi chilometri è possibile passare dalle spiagge Bandiera Blu ai boschi montani, dai templi della Magna Grecia ai monasteri barocchi, vivendo un’esperienza che unisce cultura, sport, natura ed enogastronomia.












