Fra musica popolare e gastronomia: Festival degli Antichi Suoni a Novi Velia

di Giuseppe Galato

E’ giunta alla XI edizione Antichi Suoni, il festival della musica popolare che si tiene a Novi Velia da ormai undici anni nel primo fine settimana di Settembre. Come al solito, la manifestazione non delude le aspettative dei tanti "pellegrini" che si spostano in massa, quasi un esodo, verso questa meta fatta di musica e gastronomia.

In bilico fra il sacro ed il profano (ricordiamo che siamo ai piedi del Monte Gelbison, una delle mete più ambite dai fedeli come pellegrinaggio) la manifestazione si apre con una processione. E non è strano, se si pensa che da sempre la musica popolare, in particolare quella proveniente da Lucania e Sud Italia in generale, ha sempre avuto una doppia faccia: da un lato liturgica, dall’altra popolare (con tanto di allusioni sessuali ricorrenti).

Antichi Suoni trova una cornice perfetta nel borgo medievale di Novi Velia, fra i suoi viottoli in pietra che diventano mercatino di prodotti tipici, strumenti musicali, artigianato ma soprattutto si trasformano in un vero e proprio ristorante all’aperto dove è l’enogastronomia a farla da padrone, per riscorpire i sapori della tradizione cilentana.

E intanto che si degustano i prodotti locali, una miriade di gruppi di musicisti provenienti dell’area della Basilicata, Calabria, Campania e Puglia (uno ogni 10 metri circa), muniti degli strumenti della tradizione (zampogne, organetti, ciaramelle, ecc…) gremiscono le strade del paese con i propri suoni, facendo ballare i passanti.

In piazza, allestito come al solito, il palco per l’esibizione degli artisti nazionali ed internazionali del calibro di Municipale Balcanica, Spaccapaese, Sarawan, Juan Tomas Ortiz, I Tarumba, I Calanti.

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