Il caso Garlasco e il principio del ragionevole dubbio sono stati al centro dell’incontro che si è tenuto questa mattina nella Certosa di San Lorenzo a Padula, dove il magistrato Stefano Vitelli ha presentato il libro scritto con il giornalista Giuseppe Legato, “Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d’Italia”, pubblicato da Piemme nel 2026.
L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale di Padula, ha richiamato cittadini, professionisti e operatori del settore ed è stata dedicata alla riflessione sui temi della prova, del giudizio e delle garanzie del processo penale.
Vitelli, che nel 2009 era giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Vigevano, ha ripercorso la propria esperienza nel procedimento a carico di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi. Il 17 dicembre 2009 il Gup pronunciò in primo grado una sentenza di assoluzione nei confronti di Stasi, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.
Al centro della ricostruzione del magistrato è stato il percorso che lo portò, all’epoca, a ritenere non superato il principio dell’oltre ogni ragionevole dubbio. Prima della sentenza, lo stesso Vitelli aveva disposto ulteriori accertamenti e perizie sugli elementi dell’inchiesta; nelle motivazioni depositate nel 2010 definì il quadro probatorio “contraddittorio” e insufficiente a dimostrare la colpevolezza dell’imputato secondo lo standard richiesto.
Il libro ripercorre quella vicenda giudiziaria attraverso il punto di vista del magistrato e propone una riflessione più ampia sui limiti della conoscenza, sulla valutazione delle prove e sulla responsabilità di chi è chiamato a decidere sulla libertà e sulla colpevolezza di una persona.
Dopo i saluti della sindaca di Padula, Michela Cimino, sono intervenuti l’avvocato Vincenzo Bonafine, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, e l’avvocato Giovanni Leonasi, presidente della Camera Penale “A. De Marsico” presso il Tribunale di Lagonegro.
A moderare l’incontro è stata l’avvocato Caterina Di Bianco, del Foro di Lagonegro e assessore alla Cultura del Comune di Padula. Il confronto è stato arricchito dalle domande e dagli interventi del pubblico, in una mattinata dedicata non soltanto a uno dei casi di cronaca giudiziaria più discussi in Italia, ma anche al rapporto tra prova, dubbio e decisione giudiziaria.
La sentenza di primo grado del 2009 fu successivamente superata nei successivi gradi di giudizio, nell’ambito di una lunga vicenda processuale che ha continuato ad alimentare il dibattito pubblico e giudiziario.












