Cambiano colore e consistenza della pelle, rigenerano parti del corpo, si orientano nell’oscurità grazie agli ultrasuoni o sopravvivono a condizioni ambientali che sarebbero letali per la maggior parte degli altri animali. Il regno animale è ricco di capacità che sembrano appartenere alla fantascienza, ma che sono invece il risultato di milioni di anni di evoluzione.
Ecco sette specie o gruppi animali con caratteristiche particolarmente sorprendenti.
Il polpo, maestro del camuffamento
Il polpo può modificare rapidamente il colore e, in alcune specie, anche la consistenza della pelle. Il meccanismo coinvolge migliaia di cellule specializzate, i cromatofori, che contengono pigmenti e vengono controllate attraverso muscoli e sistema nervoso. Alcuni cefalopodi possono inoltre utilizzare strutture della pelle chiamate papille per creare superfici che ricordano quelle di rocce, coralli o vegetazione.
Il camuffamento non serve soltanto a nascondersi dai predatori: può essere utilizzato anche per avvicinarsi alle prede. I polpi sono inoltre tra gli invertebrati più studiati per le loro capacità di apprendimento e di problem solving.
L’axolotl, capace di rigenerare parti del corpo
L’axolotl (Ambystoma mexicanum) è una salamandra originaria del Messico e possiede una capacità di rigenerazione fuori dal comune. Può ricostruire arti perduti e rigenerare parti degli occhi e del cervello; la sua capacità di rigenerare tessuti è da tempo oggetto di ricerca scientifica.
Per gli scienziati l’animale rappresenta un importante modello per studiare i meccanismi della rigenerazione. La ricerca mira a capire quali cellule e quali processi molecolari permettano all’axolotl di ricostruire strutture complesse dopo una lesione.
Il corvo, un utilizzatore di utensili
I corvidi sono tra gli uccelli più studiati per le loro capacità cognitive. Alcuni corvi possono utilizzare strumenti per raggiungere il cibo e, in determinate situazioni sperimentali, modificare un oggetto per renderlo più efficace.
Lo Smithsonian’s National Zoo documenta, per esempio, esperimenti nei quali corvi hanno piegato un filo trasformandolo in un gancio per recuperare del cibo. Studi sul corvo della Nuova Caledonia hanno inoltre analizzato la possibilità che informazioni relative all’uso degli strumenti vengano apprese e trasmesse socialmente.
Il pipistrello, un radar vivente
Molti pipistrelli insettivori si orientano e individuano le prede attraverso l’ecolocalizzazione. Emettono suoni ad alta frequenza e analizzano gli echi che ritornano dopo aver incontrato ostacoli o insetti.
Questo sistema consente loro di cacciare anche in condizioni di scarsa illuminazione. Le caratteristiche dei segnali acustici variano tra le specie e possono essere adattate all’ambiente e alle modalità di caccia.
Il gambero mantide e una vista fuori dal comune
Il gambero mantide è un piccolo crostaceo marino famoso per la velocità con cui colpisce le proprie prede. Ma una delle sue caratteristiche più insolite riguarda gli occhi.
Diverse specie possiedono numerosi tipi di fotorecettori e sono in grado di percepire anche la luce polarizzata. Secondo lo Smithsonian, il loro sistema visivo è molto più complesso, per alcuni aspetti, di quello umano.
La stessa appendice utilizzata per colpire le prede può muoversi a velocità tali da produrre, nell’acqua, bolle di cavitazione. Quando queste collassano generano ulteriori effetti meccanici sul bersaglio.
L’anguilla elettrica, una scarica sott’acqua
L’anguilla elettrica non è in realtà una vera anguilla, ma un pesce sudamericano capace di produrre scariche elettriche. L’elettricità viene utilizzata per stordire le prede e come difesa.
Dati raccolti e riportati dalla NOAA indicano che alcune scariche possono raggiungere centinaia di volt; il valore dipende dalla specie e dalle condizioni dell’animale. Il fenomeno è possibile grazie a organi elettrici specializzati.
Il tardigrado, piccolo campione di resistenza
È lungo appena una frazione di millimetro, ma il tardigrado è tra gli animali più resistenti conosciuti. In condizioni ambientali sfavorevoli può entrare in uno stato di criptobiosi, riducendo drasticamente il metabolismo e perdendo gran parte dell’acqua presente nel corpo.
In questa forma può resistere a condizioni estreme, tra cui forte disidratazione, temperature molto basse e livelli elevati di radiazioni. Alcuni esperimenti hanno inoltre studiato la sua capacità di sopravvivere all’esposizione al vuoto dello spazio.
Non significa, però, che sia “indistruttibile”: la resistenza dipende dalla specie, dalle condizioni e soprattutto dallo stato fisiologico dell’animale.












