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15 Maggio 2026
15 Maggio 2026

Il Sud Italia si rafforza nel Mediterraneo e sale al 2° posto per attrattività

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Il Sud Italia si rafforza nel Mediterraneo e sale al 2° posto per attrattività

Il Mediterraneo Allargato risulta caratterizzato da instabilità e incertezza, che rappresentano sia la causa sia l’effetto della sua crescente centralità. Sono tre, in particolare, gli aspetti che rendono significativa questa centralità e che lo connotano come spazio privilegiato di crescita e cooperazione per il nostro Paese: materie prime ed energia, demografia e sicurezza.

È il quadro che emerge dal Libro Bianco presentato oggi nella giornata di apertura della quinta edizione del Forum Internazionale del Mediterraneo “Verso Sud: La strategia europea per una nuova stagione geopolitica, economica e socio-culturale del Mediterraneo”, organizzato da TEHA Group (The European House – Ambrosetti) a Sorrento (Grand Hotel Excelsior Vittoria).

Il Forum è una piattaforma pubblico-privata a carattere internazionale che TEHA Group ha lanciato con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con la finalità di riunire, in un unico think tank, le migliori imprese, Istituzioni, rappresentanti dell’accademia e della ricerca, per costruire, valorizzare e comunicare una nuova idea di Sud e di Paese, fortemente proiettata sul Mediterraneo.

Un posizionamento che continua a rafforzarsi

Secondo il Mediterranean Sustainable Development Index 2026, il Sud Italia sale al 2° posto tra le economie più attrattive e competitive dell’area mediterranea (a pari merito con la Spagna), confermando una traiettoria di progressivo rafforzamento del proprio posizionamento.

Il Sud Italia si conferma:

  • 1° per dotazione di risorse
  • 5° per performance economica
  • 8° per dimensione sociale
  • 7° per innovazione

Si tratta di un risultato che riflette una combinazione di fattori: la dotazione di risorse, la potenziale capacità produttiva e il ruolo sempre più rilevante nei flussi energetici e logistici. Restano ampi margini di miglioramento, in particolare nei campi dell’innovazione e della dimensione sociale, che rappresentano le direttrici su cui dovranno concentrarsi pubblico e privato per rendere lo sviluppo del Sud maturo e stabile.

Crescita più dinamica e investimenti in aumento

Negli ultimi anni, complici gli investimenti del PNRR, il Sud Italia ha registrato una crescita più sostenuta rispetto al resto del Paese. Tra il 2019 e il 2024:

  • il PIL è cresciuto del +7,7%, superiore al Nord (+5,9%) e al Centro (+3,7%)
  • l’occupazione è aumentata del +6,6%, superiore al Nord (+3,9%) e al Centro (+3,7%)

Seppur in rallentamento, anche nel 2025 si stima una crescita del Sud Italia leggermente superiore alla media nazionale (+0,7% contro +0,5% del Centro-Nord).

Questo andamento si inserisce in un percorso di rafforzamento del tessuto produttivo, sostenuto da investimenti pubblici e privati e da una rinnovata capacità di attrarre capitali e iniziative imprenditoriali, pur in presenza di situazioni di crisi complessa da gestire, come quella dell’automotive.

Parallelamente, alcune filiere ad alto contenuto di innovazione – aerospazio, difesa, farmaceutico e digitale – stanno dimostrando dinamismo, affiancando un contributo crescente a fianco di settori più tradizionali, come agroalimentare e turismo.

Dal 2021, anno di avvio dell’iniziativa “Verso Sud”, il Gruppo di Lavoro TEHA ha mappato nel Sud Italia investimenti nuovi o incrementali con orizzonte al 2030 per oltre 373 miliardi di euro, in grado di attivare più di 1,4 milioni di occupati.

Il Sud sempre più centrale per la sicurezza energetica italiana ed europea

Le tensioni geopolitiche degli ultimi anni hanno riportato al centro i temi della sicurezza e autonomia strategica del Paese e dell’Europa in molti campi, dalla difesa alla sicurezza energetica.

In questo contesto, il Sud Italia si rafforza come snodo strategico per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici e per la resilienza del sistema nazionale:

  • nel 2025 il 77,2% del gas importato via gasdotto è transitato dal Sud
  • il Sud detiene il 48,6% delle riserve nazionali di gas
  • concentra l’86,5% delle riserve petrolifere italiane

Resta il nodo dello sviluppo delle rinnovabili e della gestione delle intermittenze, che rimette al centro la questione dello sviluppo di “autostrade energetiche” del Mediterraneo e della strategia industriale che il Paese intende perseguire nel settore energetico.

Con riferimento alla transizione energetica, un ruolo chiave è svolto dal trasporto marittimo e dall’economia del mare.

Le 8 Regioni del Sud Italia contribuiscono all’Economia del Mare nazionale per:

  • il 32,5% del valore aggiunto
  • il 37,7% dell’occupazione del settore

Il Sud può costruire la propria agenda di sviluppo attorno alla “risorsa mare”, grazie ai primati mediterranei nel trasporto merci e passeggeri, nella cantieristica e nella nautica.

Infrastrutture e connessioni: fattore decisivo

La cornice comune di ogni politica dedicata allo sviluppo del Sud è rappresentata dal rafforzamento infrastrutturale. Il PNRR e i piani industriali nazionali stanno sostenendo investimenti su:

  • rete ferroviaria ad alta velocità
  • porti e logistica
  • digitalizzazione

Per le infrastrutture del Sud Italia sono impegnati dal Gruppo FS circa 100 miliardi di euro nel decennio 2026-2035.

Questi interventi sono considerati centrali per migliorare l’attrattività del Sud per gli investitori e ridurre i divari territoriali.

Filiere strategiche e base industriale

Il Libro Bianco si concentra anche su alcune filiere strategiche:

  • Automotive: il Sud Italia sarebbe il 15° Paese europeo per export automotive, con 5,7 miliardi di euro esportati nel 2025, ma la produzione nazionale è crollata del -15,3% tra 2023 e 2024.
  • Aerospazio: forte concentrazione in Campania e Puglia, con il comparto Aerospazio & Difesa indicato come settore in forte espansione.
  • Farmaceutico: la Campania rappresenta oltre il 73,2% delle esportazioni del Sud.
  • Agrifood: il Sud Italia sarebbe l’11° Paese europeo per export agroalimentare, con 13 miliardi di euro esportati nel 2025.

In diversi comparti si osserva una crescita della dimensione media delle imprese e della loro capacità di generare valore nel tempo.

Capitale umano e demografia

Il quadro demografico resta complesso. Si stima una riduzione della popolazione del Sud del -16,7% entro il 2050, a causa:

  • del calo della natalità (-22,4%)
  • dell’emigrazione, con saldo migratorio negativo (-34,7%)

Allo stesso tempo:

  • il 42,5% dei laureati italiani proviene dal Sud
  • cresce l’imprenditorialità giovanile

Secondo il rapporto, se il Sud Italia raggiungesse la quota di laureati della top-3 europea, ci sarebbero ricadute positive annuali sul PIL pari a 9,8 miliardi di euro.

Mediterraneo al centro della nuova fase globale

L’area euro-mediterranea, che ospita il 17% della popolazione mondiale e il 12% del PIL globale, entra in una nuova fase caratterizzata da instabilità ma anche da crescente rilevanza strategica.

In questo contesto, il Sud Italia si propone come punto di connessione e leva di sviluppo per l’intero sistema europeo.

Una fase complessa che richiede visione e continuità

Il contesto globale resta complesso. Le tensioni geopolitiche, la riorganizzazione delle catene del valore e le dinamiche energetiche stanno ridefinendo gli equilibri internazionali.

In questo scenario, il rafforzamento del ruolo del Sud Italia non è un risultato acquisito ma un processo in corso, che richiede continuità nelle politiche di investimento, capacità di coordinamento tra istituzioni e imprese e un impegno strutturato sul capitale umano.

Le dinamiche demografiche e la difficoltà nel trattenere e attrarre talenti rappresentano, infatti, uno degli elementi più rilevanti da affrontare nel medio periodo, nonostante la presenza di un bacino significativo di giovani qualificati.

«Il Mediterraneo è tornato al centro degli equilibri globali e il Sud Italia è oggi uno degli snodi strategici di questa nuova fase,” ha dichiarato Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. “I risultati degli ultimi anni sono concreti e trovano conferma anche nella dinamica degli investimenti: dal 2021 ad oggi abbiamo mappato nel Sud Italia oltre 373 miliardi di euro di investimenti nuovi o incrementali al 2030, in grado di attivare più di 1,4 milioni di occupati. È ora essenziale consolidare questo percorso con continuità negli investimenti, nello sviluppo delle infrastrutture, nell’energia e nel capitale umano, per trasformare questo posizionamento in crescita stabile e duratura, e far fronte alle importanti sfide che lo scenario economico e geopolitico sta riservando al territorio

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