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10 Maggio 2026
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Bonus mamme, assegno unico e congedi: cosa cambia nel 2026 tra nuove misure e rafforzamenti del welfare familiare

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Bonus mamme, assegno unico e congedi: cosa cambia nel 2026 tra nuove misure e rafforzamenti del welfare familiare

Nel 2026 il sistema italiano di sostegno alla genitorialità si conferma al centro delle politiche pubbliche, con interventi che rafforzano bonus economici, congedi parentali e strumenti già esistenti come l’Assegno Unico. Le novità arrivano dalla Legge di Bilancio 2026, che interviene sia sugli importi sia sulle modalità di fruizione.

Bonus mamme: aumento dell’importo mensile

La misura più immediata riguarda il cosiddetto “Bonus mamme”, destinato alle lavoratrici con almeno due figli e redditi entro i 40mila euro annui. Nel 2026 l’importo sale fino a 60 euro mensili, rispetto ai 40 euro precedenti, con erogazione non tassata e destinata a dipendenti e autonome iscritte alle gestioni previdenziali.

Il beneficio resta temporaneo e collegato alla presenza di figli minori, con l’obiettivo dichiarato di sostenere il reddito delle madri lavoratrici e favorire la permanenza nel mercato del lavoro.

Congedo parentale più lungo e più flessibile

Importanti cambiamenti riguardano anche il congedo parentale. Dal 2026 il periodo di fruizione viene esteso fino ai 14 anni di età del figlio, ampliando il precedente limite dei 12 anni.

Restano confermate le indennità economiche, con una quota retribuita che può arrivare fino all’80% per i primi mesi in determinate condizioni, mentre si rafforza la possibilità di utilizzo flessibile tra madre e padre.

Anche il congedo per malattia dei figli viene potenziato: il numero di giorni annui raddoppia e la fascia di età coperta viene ampliata fino ai 14 anni.

Assegno Unico: nessun cambiamento strutturale, ma effetti indiretti

L’Assegno Unico e Universale non subisce modifiche dirette nel 2026, ma le novità sull’ISEE e su altre misure di welfare possono incidere indirettamente sull’importo percepito da alcune famiglie.

In particolare, alcune modifiche alla normativa ISEE introdotte negli ultimi interventi fiscali possono cambiare l’accesso a prestazioni collegate alla condizione economica, influenzando quindi anche la platea dei beneficiari di bonus familiari e contributi aggiuntivi.

Il quadro che emerge è quello di un welfare familiare in progressiva evoluzione: più strumenti economici, congedi più lunghi e una maggiore attenzione alla conciliazione tra lavoro e genitorialità.

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