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1 Ottobre 2026
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Melina, 105 anni e una vita nel Cilento tra campagna e Dieta Mediterranea

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Melina, 105 anni e una vita nel Cilento tra campagna e Dieta Mediterranea

Articolo a cura dell’Associazione per la Dieta Mediterranea Ancel Keys Pioppi

Carmela (detta Melina) Di Nicuolo, nata ad Acquavella il 29 settembre 1921, ma registrata all’anagrafe il primo di ottobre, è la nostra ultracentenaria di cui vogliamo, anche se brevemente, raccontare la storia.

Il papà Pasquale Di Nicuolo, vissuto fino all’età di 94 anni , era stato insignito del titolo di “Cavaliere di Vittorio Veneto”ricevendo due medaglie d’oro per aver combattuto nella prima e nella seconda guerra mondiale. La mamma, di origine nobile, si chiamava  Leontina Spinelli, morta a soli 82 anni per una bronchite. Una tipica famiglia del sud, ma soprattutto mi piace dire, del Cilento una terra genuina e ricca di tradizione. Sei figli, quattro donne e due maschi, le quattro sorelle inseparabili sono state le più longeve e Melina è qui, con nostra grande gioia a festeggiare i suoi, portati benissimo, 105 anni!

E’ stata per me una gran sorpresa conoscerla: carina, gentile, fine nel portamento e graziosa nel raccontare la sua lunga vita e soprattutto i segreti di questa magnifica longevità. 

Tanti ricordi raccontati come se tutto fosse accaduto da poco, l’infanzia, la vita nella sua bella famiglia e nel piccolo paesello dove tutti si conoscono e tutti lavorano sodo per vivere.

Già dall’età di sei anni andava in campagna, a piedi per una ripida salita ogni giorno con i suoi genitori e coltivava la terra con loro zappando e piantando gli ortaggi, i legumi, le patate e tutto quello che necessitava. La vendemmia, la raccolta delle olive erano per lei una festa, ancora oggi gli occhi di Melina brillano nel descriverlo.

Con minuzia e ricchezza nelle parole ha raccontato la sua gioventù, mi ha mostrato le foto di quando aveva 20 anni e anche di corteggiatori che lei puntualmente rifiutava.

Una donna forte davvero, non potevo credere che avesse svolto anche lavori destinati prevalentemente agli uomini. Ha lavorato nella costruzione delle briglie a mantenimento di argini e canali e prima dei 18 anni ha lavorato al rimboschimento del Monte Stella:poiché aveva studiato fino alla IV elementare e sapeva leggere, scrivere  e soprattutto contare, le avevano affidato il ruolo di “Caporalessa” a controllo del lavoro svolto dagli operai.

Melina mi ha confidato che per tutta la sua vita ha avuto un giro vita piccolo senza mai problemi di sovrappeso  e sembra quasi impossibile una ragazza così delicata e snella facesse lavori così impegnativi e pesanti.

Melina è stata sempre una donna determinata, il 2 giugno 1946,quando aveva 25 anni, questa sua fortezza nell’essere donna lo ha espresso votando per quel fondamentale Referedum che invitava il popolo italiano a scegliere tra Monarchia e Repubblica. La primavolta al voto per Melina così come per tutte le donne italiane che avessero compiuto il 21° anno di età. E’ andata alle urne con un bel vestito a strisce a maniche corte che ancora conserva gelosamente, a significare quanto sia stato importante per lei il giorno del voto, nel quale ha scelto per la REPUBBLICA!

Con l’amore della sua vita ha avuto una figlia, Maria Pia, con la quale è legatissima e inseparabile, tanto che quando, all’età di circa quarant’anni, ebbe l’occasione di trasferirsi a Roma per lavorare presso una famiglia, pose come condizione di poter portare sua figlia con sé. Presso le famiglie per le quali ha lavorato ha trasferito l’arte della cucina mediterranea e in particolare cilentana,a dir suo apprezzata moltissimo da chi aveva il piacere di assaggiarla. Ogni qualvolta rientrava al suo paesello per l’estate o per le feste faceva ritorno alla sua amata campagna per coltivare, o,nel periodo delle olive, si adoperava nella, per lei, preziosaraccolta: fino all’età di novantaquattro anni si è recata con gli operai negli uliveti per controllare e anche per partecipare allavoro. Poi la frattura del femore, dalla quale è perfettamente guarita, l’ha costretta a rallentare.

Nonostante vivesse in città, non si era rassegnata alla vita sedentaria di appartamento, lei che era abituata ad andare a piedi in campagna e a lavorare sodo, per cui usava poco i mezzi pubblici e si spostava nella città con l’aiuto delle sue gambe snelle e veloci, percorrendo così anche lunghe distanze. Infatti, come ella stessa conferma, per vivere a lungo bisogna fare attività fisica…insomma mai fermarsi.

Naturalmente queste sono soltanto alcune note della sua intensa vita che ho potuto ascoltare dalla sua viva voce, poi inevitabilmente siamo arrivate a parlare dei segreti che le hanno permesso forse di vivere così a lungo.

Praticamente la signora Melina sta bene in salute, non soffre di osteoporosi, malattie metaboliche , ipertensione o altre patologie ricorrenti che purtroppo affliggono nel nostro tempo persone giovani e meno giovani. Ha avuto una buona vista fino all’età di 94 anni. Nella sua vita ha preso poche medicine, quando era giovane contro il raffreddore usava aglio schiacciato avvolto in una velina legata alle orecchie e posizionata sotto il naso da respirare, risultato finale garantito. Oppure faceva sciroppi con il finocchietto selvatico e con l’acqua di cottura dell’orzo e non mancava il vino cotto con la cannella. E a proposito di vino buono, ne ha bevuto unbicchiere ogni giorno a pranzo.

Due cose che mi ha detto mi hanno riportato alla mente il mio caro amico Professore Ancel Keys: i fichi secchi che anche lo scienziato americano amava molto mangiare e il fatto che alla mia domanda :” Ma alla fine cosa bisogna mangiare per stare bene e vivere a lungo?”  sia Ancel Keys che la nostra Melina mi hanno risposto: ”Di tutto un po’”. Davvero una emozionante coincidenza!

Nel ricco elenco di cose che Melina ha mangiato nel suo passato e che ha tenuto a sottolineare ci sono: la carne di capra, il pollo, il coniglio, e i colombi, il formaggio di capra e tutti prodotti della terra,  dagli ortaggi ai legumi, l’olio di oliva come condimento, il maiale che era presente nelle abitudini alimentari e rappresentava  la risorsa comune alle famiglie locali  che ne consumavano i derivati in tutto l’arco dell’anno.

I dolci della tradizione e la carne rossa, se reperibile, però solo nelle feste. Il suo principio era di alzarsi da tavola senza aver esagerato nel mangiare.

Naturalmente con il passare degli anni la sua dieta è divenuta più leggera, la sera attualmente mangia poco: frutta, oppure fette biscottate o pane e marmellata con la camomilla, e beve molta acqua come ha sempre fatto.

Alla fine della nostra chiacchierata, che entrambe avremmo voluto potesse continuare ancora a lungo, ho capito che per vivere a lungo e in salute, occorre si mangiare bene con i buoni prodotti che la nostra terra ci offre, ma che una vita lunga deve essere accompagnata dal buon umore, dal sentirsi in pace con tutti senza collera o rancori portati nel cuore, e soprattutto, come mi assicura Melina, con l’aiuto di Dio e della Vergine Maria.

Prossimo step per Melina la nascita del pronipotino, per lei motivoimportante per continuare a vivere ancora.

Ci siamo salutate e abbracciate con la viva speranza di poterci rivedere la prossima estate!

Grazie a Melina di tutto cuore per i suoi insegnamenti di vita!

 

P.S. Si parla spesso della longevità delle popolazioni del Cilento e delle ragioni che ne starebbero alla base. Per quanto forse non sia stata ancora fornita una dimostrazione scientifica certa e definitiva di questo primato, è pur vero e innegabile che di fattori in favore di una lunga aspettativa di vita ce ne sono effettivamente molti e che la Dieta Mediterranea è certamente uno, se non il più importante, di questi. Precisando che, quando parlo di Dieta Mediterranea, non mi riferisco semplicemente al modello alimentare come tale, ma al contesto generale nel quale questo modello alimentare salutare si realizza, o, quantomeno, si è realizzato fino ad alcuni decenni orsono: un ambiente sano, un clima molto favorevole, uno stile di vita semplice, potremmo dire quasi austero, ma tale da affiancare alla fatica, anche fisica, di tutti i giorni, la possibilità e la capacità di apprezzare le bellezze e i doni della natura così come il calore degli affetti familiari e amicali e godere di tutto questo pienamente. Questi ingredienti sono stati presenti nella vita, pur non facile, di Melina ed hanno probabilmente contribuito a mantenerla così bene e tanto a lungo in buona salute. Non bisogna nascondersi, nel descrivere questo quadro, anche gli elementi meno positivi e che, in tempi più recenti, hanno portato a cambiamenti sfavorevoli in questo stile di vita: tra questi, soprattutto una carenza di sviluppo all’altezza dei tempi moderni, il progressivo venir meno della vocazione agricola così importante per questo territorio, le difficoltà di movimento e di comunicazione nell’ambito del territorio e, in generale, la difficoltà nel trovare un lavoro soddisfacente così da spingere i più giovani a lasciare il paese per trasferirsi altrove. L’impegno primario oggi dev’essere dunque quello di invertire questa tendenza per far sì che ciò che è accaduto anche alla protagonista della nostra storia e a sua figlia – l’allontanamento forzato dal proprio paese natale – non debba ripetersi ancora per molto tempo per le generazioni future.  

*Maria La Gloria

Presidente Associazione per la Dieta Mediterranea Ancel Keys Pioppi

Preghiera della sera che Melina recita sempre: 

Buonasera Madonna mia 

Tu sei la mamma mia

Immacolata Concezione datemi la Vostra Santa Benedizione

Adesso vado a letto Maria “pe lu petto”

Io dormo e essa veglia se sento alcuna cosa

Presto mi risveglio

Accanto al letto mio ci sta il Signore Dio

Ai piedi l’Angelo Gabriele, in mezzo alla casa ci sta l’Annunziata

A capo a la porta ci sta una Croce forte

In mezzo a la via La Vergine Maria

Che mi guarda la notte quando dormo e il giorno quando cammino per la via

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