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Morto il designer Dalisi, la sua ultima mostra a Salerno realizzata con la Fondazione Meeting del Mare Crea

di Redazione

È morto oggi a Napoli Riccardo Dalisi, architetto, maestro del design, autore di oggetti iconici entrati nelle case di milioni di persone e nei musei di tutto il mondo. La Provincia di Salerno lo scoro novembre 2021 aveva organizzato presso la sede della propria Pinacoteca la mostra Dalisi, il vuoto e il pieno dedicata al grande maestro Riccardo Dalisi, su proposta della Fondazione Meeting del Mare C.R.E.A. a cura di don Gianni Citro e Vincenzo Paravia, in collaborazione con lo studio Dalisi. (Qui l’intervista video)

«Aveva 90 anni – dichiara il presidente Michele Strianese – ma le sue opere sono senza tempo. Ho appreso con dolore della sua scomparsa e mi rimane l’orgoglio di avere ospitato la sua arte a Palazzo Pinto (Arco Catalano), sede della nostra Pinacoteca provinciale, proprio lo scorso novembre 2021. Una mostra di grande successo che è stata molto visitata. Tutto il mondo dell’arte, dell’architettura, del design e della cultura piange la sua scomparsa, professore ordinario di Progettazione Architettonica, incaricato di Disegno Industriale e Direttore della Scuola di Specializzazione in Disegno Industriale dell’Università di Napoli Federico II, è stato fra i designer più influenti della seconda metà del ‘900. 

Fra i primi a formulare il concetto di sostenibilità applicato al design, devo dire che, nella mostra Dalisi, il vuoto e il pieno, mi aveva molto colpito la semplicità e la povertà dei materiali usati per le sue sculture e gli oggetti di design. Parliamo di cartapesta e poi latta, rame, ferro, ottone. Tutti materiali poverissimi che acquistano preziosità nel processo di modellazione e trasformazione, perché il suo era un design socialmente utile, con le persone al centro. Scompare Riccardo Dalisi, se ne va il “Maestro gentile” ma ci lascia la sua straordinaria eredità umana e civile, oltre che artistica. Esprimo il più profondo cordoglio alla sua famiglia, agli amici e a quanti lavoravano al suo fianco, a nome mio e di tutta l’Amministrazione provinciale».

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